I quotidiani del 17 aprile visti da destra: dieci articoli da non perdere

La strage in mare con l’uccisione di dodici cristiani ad opere dei musulmani, poveri contro poveri in nome della fede religiosa, il passo indietro di Renzi sull’Italicum pressato dalla minoranza interna che non molla, le polemiche sulle imminenti regionali con il Pd in difficoltà per l’indagine della magistratura che ha colpito la candidata in Liguria, il caso Puglia che divide il centrodestra e la retorica partigiana che torna a irrompere sulla scena in vista del 25b aprile: questi gli argomenti forti dei quotidiani del 17 aprile.

1) “Mai visto tanto odio religioso questi arrivi pericolosi per l’Italia” (Repubblica pag.4)

«È un fatto davvero terribile quello che è accaduto in mare nel canale di Sicilia», intervistato da Repubblica il procuratore capo di Palermo, Francesco Lo Voi, mette in luce la pericolosità degli sbarchi con il rischio di massacri anche negli arrivi in mare. «Lo scombro religioso apre uno squarcio sconcertante».

2) Cristiani annegati da islamici (Avvenire pag 5)

L’Avvenire dedica un’intera pagina alla rissa sol gommone e alla morte in mare di dodici cristiani sottolineando l’inerzia dell’Ue che se ne lava le mani- Uno alla volta li  hanno annegati. Erano nigeriani e ivoriani.  Tutti cristiani. Il motivo _ spiega il quotidiano cattolico – sarebbevstatov il credo religioso delle vittime, una rissa del genere non era mai capitata: poveri che ammazzano altri poveri.

3) La Cassazione si rimangia la sentenza su Berlusconi (Libero pag 6)

La Corte di Cassazione, la notizia apre la prima pagina di Libero, ha condannato la sentenza che riguarda il “condannato” Silvio Berlusconi che ha terminato la pena per il caso Mediaset. In una  causa per frode fiscale molto simile a quella del Cavaliere, l’imputato invece viene assolto perché la condanna è contraria al sistema vigente. E, scandalo degli scandali. il giudice relatore è lo stesso del caso Mediaset.

4) Se il premier fa sul serio, cambia tutto (Repubblia pag.8)

Bersani tiene duro (nessuna ritirata, combattiamo), dopo il voto del parlamentino democratico sull’Italicum Renzi è intenzionato a rimettere mano alla riforma facendo irritare i fedelissimo. Gianni Cuperlo si mantiene cauto:Vedremo se è apertura vera. Intanto il dimissionario Roberto Speranza prepara gli scatoloni per il trasloco.

5) Il Pd si tiene la candidata indagata. Toti ci spera: la Liguria è scalabile (Libero pag. 8) 

L’avviso di garanzia alla candidata democratica in Liguria, Raffaella Patia, spiana la strada al delfino del Cavaliere, Giovanni Toti, osserva il giornale di centrodestra. Per una volta Berlusconi deve ringraziare i giudici. Ma il Pd non abbandona la sua pulzella, anzi fa quadrato mentre il cardinale Bagnasco contesta la tempistica delle toghe genovesi.

6) Il pensionato Prodi va a caccia di poltrone. Le memorie del Mortadella (Libero pag 9) 

Sistematicamente ripete di avere chiuso con la politica, ma poi Romano Prodi, eternamente candidato e bruciato, con tempismo sospetto si riaffaccia sulla scena. Paolo Emilio Russo punta i riflettori sul possibile ritorno in campo del professore di Bologna che, con tempismo sospetto, si fa vivo con un libro «in cui randella chi non l’ha aiutato a sistemarsi».

7) Gli affari degli Alfano. Cinque consulenze per la moglie,  favori milionari all’amico avvocato

Il Giornale di Berlusconi dedica molto spazio all’affaire Alfano riportato dall’Espresso. Il ministro dell’Interno avrebbe un pesante conflitto di interessi ber  aver affidato alcuni importanti incarichi alla moglie e al suo entourage. La sua consorte, Tiziana Miceli, lo scorso 30 marzo ha ricevuto dal presidente e ad della Vonsap «un incarico professionale per la difesa in giudizio».

8) Il partigiano Mattarella equilibrista sul 25 aprile (il Giornale pag.5) 

Per il 70esimo anniversario della Liberazione salta fuori la pericolosa inclinazione alla retorica dell’Italia, scrive Alessandro Gnocchi sul Giornale. Dopo Bella Ciao intonato dalla presidente della Camera, Laura Boldrini, piovono rubriche «grottesche ambientate nel 1945». Quest’anno c’è voglia di tornare all’antico come dimostra la lettera a Micromega del capo dello Stato Mattarella con la quale si rischia di riaprire antiche ferite.

9) In Puglia Poli Bortone tira dritto con FI e Lega. La Meloni: fai un passo indietro (il Giornale pag 6)

Adriana Poli Bortone va avanti a testa bassa con la sua candidatura in Puglia e ringrazia Berlusconi, «ce la metteremo tutta». Viene sancita definitivamente la rottura con Raffaele Fitto che andrà avanti con il candidato Francesco Schittulli, in un primo tempo voluto da tutto il centrodestra. La leader di Fratelli d’Italia, Giorgia Meloni, ha inviato una lettera all’ex sindaco di Lecce (tesserata FdI) nella quale le chiede di fare un passo indietro per l’unità del centrodestra.

10) La talebana Boldrini “Via Dux dall’obelisco” (il Tempo pag 5)

La vecchia e avvilente idea di cancellare dall’obelisco del Foro Italico l’incisione Dux è l’ultima trovata di Laura Boldrini che, scrive Antonio Angeli sul Tempo, si comporta come i talebani dell’Isis che vogliono ripulire i siti archeologici cristiani. «Dovremmo fare qualcosa – dice la partigiana presidente della Camera – per ripulire tutte le strade d’Italia dal fascismo».