I quotidiani del 14 aprile visti da destra: i 10 articoli da non perdere

L’acuirsi dell’emergenza immigrazione, il crollo del soffitto nella scuola elementare di Ostuni con le polemiche sulla presunta “bionda scuola”, i veleni sul tesoretto trovato da Renzi e l’ostilità della Turchia sulle parole del Pontefice riguardo al genocidio degli Armeni si contendono le notizie di prima pagina sui quotidiani di oggi 14 aprile. Sempre in primo piano le divisioni del centrodestra – si aggiunge un caso Liguria alla già tormentata vicenda della Puglia- e del controsinistra con il caso della Campania. Molti gli articoli nelle terze pagine sulla morte di Gunter Grass.

1) Armeni, la Turchia alza la voce contro il Papa (Avvenire pagina 6)

Ampia disanima sulle parole di Papa Francesco: “Dove non c’è memoria il male tiene aperta la ferita”. Il genocidio armeno è la prima delle “tre tragedie inaudite”, come ha dichiarato il Pontefice. Da Ankara le reazioni scomposte e aspre sono inaccettabili. Ipotizzate addirittura “misure contro la Santa Sede”. Le frasi del Papa, secondo la Turchia, sarebbero ispirate da lobby politiche».

2) Turchia, i compromessi di Roma non fanno la buona politica (Corriere della Sera pag 5)

Duro editoriale di Paolo Lepri contro le reazioni scomposte del governo italiano, dal “metodo Gozi” che ha parlato di frasi inopportune del Papa, al ditrofront del ministro degli esteri Gentiloni. “Resta da capire quale leggittimità morale  potrebbero avere leadership impegnate ad accantonare i sentimenti collettivi”, scrive. La questione del genocidio degli armeni chiama in cusa il negazionismo governativo di Erdogan, che rappresenta in sé un ostacolo alla soluzione di quel dialogo su democrazia, diritti umani e minoranze”.

3) Bergoglio cambia il mondo ma la Turchia lo insulta: “Filo-nazi” e “anti-islamico”. E Renzi tace (il Giornale, pagina 2)

I toni e i termini usati da Ankara sono inaccettabili, così come “vergognoso è il silenzio di Renzi” sullo scontro diplomatico, come ha dichiarato Giorgia Meloni, leader di Fratelli d’Italia. Ma in tanti esaltano il coraggio del Papa, attivo su tanti fronti da Cuba all’Isis.

4) «Sbarchi, non c’è più posto» (Corriere della Sera, pagina 3)

L’emergenza sbarchi sta assumendo dimensioni apocalittiche. Il Viminale lancia l’allarme. Con centri di accoglienza pieni, sono previste anche requisizioni di locali in tutte le regioni. “Servono subito 6.500 posti”, recita la circolare del Viminale. Nell’articolo si fa il punto sulla situazione esplosiva, sugli sbarchi previsti ancora in gran numero, sul dove sistemare i nuovi arrivati e sulle resistenze di molti amministratori locali che in vista delle regionali propongono di sistemare i migranti all’interno delle caserme.

5) Qui crolla tutto. Tragedie sfiorate a scuola: un istituto su 3 è pericoloso. E Renzi solo un anno fa prometteva che… (Il Tempo, pagine 2 e 3)

La scampata tragedia della scuola elementare di Ostuni pone sotto accusa un disastro annunciato e non risolto. Sono 42.000 gli istituti scolastici da mettere in sicurezza, illustra un’inchiesta del quotidiano romano che fa bene a mettere insieme numeri e cifre di un disastro assoluto che mina le gertezze di chi si rec a scuola come in un nudo sicuro. I soldi promessi da Renzi? Sono chissà dove e intanto la mappa geografica degli istituti più fatiscenti non lascia presagire nulla di buono.

6) Anas, le dimissioni di Ciucci, l’ultimo burosauro delle strade tra crolli e supponenza (la Repubblica pagina 10)

Da un crollo a un altro- l’ultimo il ponte sulla Palermo-Catania- ed ecco le dimissioni “apprezzate” del presidente dell’Anas. Delrio “dimissiona” Ciucci, titola la Repubblica che propone un ritratto tutto da leggere del’ormai ex presidente dell’Anas. Una carriera definita napoleonica, la sua, che in 10 anni di potere assoluto riuscì a “licenziarsi senza preavviso” per intascare una buonauscita da 1,8 milioni, scrive Alberto Statera. Il ponte sulla Palermo-Agrigento, il crollo della campata di un ponte sulla Salerno-Reggio Calabria, un ponte a Licata (Agrigento) che si piega di 4 metri, la Cagliaritana che si sgretol: alcuni dei fallimenti inaccettabili della sua gestione.

7 )Il tesoretto è solo l’arma di distruzione di massa  (Il Sole 24Ore, pagina 3)

Editoriale dirissimo di Fabrizio Forquet che demolisce la trovata diel governo Renzi del teroretto da 1,6 miliardi. Scritto dall’autorevole quotidiano economico e non da girnali “di parte” l’analisi dovrebbe convinvere tutti della mancanza di serietà del premier in materia economic. Il bonus non c’è, si legge, perché si tratta di una spesa “in deficit, come si dice in economia. Usa termini come “presa in giro” l’editorialista che si chiede – come molti italiani del resto – «può un governo che tiene alla sua reputazione annunciare un bonus da 1,6 miliardi  quando ha davanti le urgenze che ben si conoscono?

8) Guai democratici: Pd in calo nei sondaggi (il Giornale pagina 8)

Il sondaggio per il TgLa7 mette di buon umore il centrodestra, anche se in pieno caos: il centrosinistra si attesterebbe al 40,3 per cento, i moderati al 35,5%. Renzi ostenta sicurezza sull’Italicum ma è preoccupato per le Regionali. Ci sono in corso scissioni locali nel Pd. Se in Liguria è in corso una sorta di scissione  a sinistra, nelle Marche il governatore uscente Spacca si ricandida con una lista civica di centrodestra. A Ercolano, Pomigliano e Giugliano le primarie Pd, del resto, hanno prodotto solo spaccature.

9) Berlusconi è senza pace ora esplode il caso Liguria (Libero pagina 6)

Le tensioni in vista delle Regionali non mancano neanche nel centrodestra. Mentre in Puglia Fratelli d’Italia con giorgia Meloni dà 24 ore di tempo a «tutta Forza Italia» per sostenere la Poli Bortone, a Genova la colaizione si sfalda su Toti, una candidatura che non convince Ncd e FdI. Il quadro è completato dall’uffiucialità del patto Tosi-Ncd in Veneto e da un’intervista all’emergente Silvia Sardone di FI che spara giudizi sulla dirigenza del partito, che secondo il suo parere, andrebbe “azzerata”.

10) L’amarezza di Berlusconi: “Giochini di bassa politica” ( il Giornale pagina 9)

Il retroscena di Francesco Cramer parla di un Berluscono deluso: “Proposto un ottimo nome per tutti i pugliesi”, rivendica. Ma non si placa la guerra interna, con Fitto che sarebbe pronto a un guerra di carte bollate contestando tutto il contestabile: sarebbe pronta una raffica di ricorsi dall’utilizzo del simbolo di FI all’illeggittimità – secono Fitto – della nomina del commissario Vitali in Puglia, passando per lo statuto del partito.