I quotidiani del 13 aprile visti da destra: dieci articoli da non perdere

Le parole di Papa Francesco sul genocidio degli armeni che hanno causato la dura reazione di Ankara, il caso Puglia che divide il centrodestra sulle candidature regionali dopo l’ipotesi di ticket tra il candidato fittiano e Adriana Poli Bortone, gli echi della tragedia di Milano con le polemiche sui funerali di Stato, la legge elettorale e la candidatura di Hillary Clinton alla Casa Bianca: questi i temi forti delle prime pagine dei giornali di lunedì 13 aprile.

1) Il Papa: armeni vittime di genocidio “Cristiani massacrati ancora oggi” (La Stampa pag. 2)

«È necessario e doloroso ricordare l’immane e folle sterminio del popolo armeno», Giacomo Galeazzo su La Stampa ripercorre le riflessioni di papa Francesco che domenica ha equiparato il genocidio armeno alle grandi travedie del 900 suscitando il gelo di Ankara. Il pontefice ha soprattutto puntato l’indice sul silenzio complice di questi lunghi anni.

2) Fino a pochi anni fa era vietato anche parlarne perché Ankara non vuole affrontare il passato (Corriere  della Sera pag. 5)

Le parole di papa Bergoglio sul genocidio del popolo armeno hanno riaperto un’antica ferita e come in passato la reazione della Turchia, osserva Antonio Ferrari sul Corriere, è stata scomposta. «Ankara si rifiuta ostinatamente di riconoscere che nel suo passato, un secolo fa, c’è una macchia indelebile. Fino a qualche anno fa in Turchia era un gravissimo errore parlare dello sterminio di quasi un milioni e mezzo di armeni avvenuto nel 1915

3) Poli Bortone dice sì. Toti: ora Fitto si allinei (Corriere della Sera pag.6)

Adriana Poli Bortone, ripescata dai berlusconiani in chiave anti-fittiana, ha sciolto le riserve sulla candidatura a governatore della Puglia. Il gioco al massacro continua, come lo definisce l’azzurro Altero Matteoli, e la situazione è tutt’altro che fluida. Il Corriere riporta le ultime notizie di una situazione ancora in evoluzione con la proposta di Raffaele Fitto di un  ticket tra il suo candidato, Francesco Schittulli, e la Poli Bortone, che però ha rifiutato. Tra le incognite la posizione della Lega che, dopo avrebbe cambiato idea, ha deciso di appoggiare la candidata  voluta da FI.

4) La seconda corsa di Adriana: «Chi chiede unità mi sostenga» (il Tempo pag. 9)

«Sono iscritta a Fratelli d’Italia e devo discuterne con il mio partito. Appena ho letto il comunicato della Lega che appoggia il mio nome, ho subito chiamato Giorgia Meloni…”, intervistata dal Tempo Adriana Poli dice di sperare in una tregua e di apprezzare l’appoggio del Carroccio che, dice, «è molto diverso da quello che io combattevo»

5) In Puglia Salvini sale sul carro di Berlusconi (La Stampa pag. 6)

Per non tirare troppo la corda Matteo Salvini, nella partita a scacchi delle candidature in Puglia, accetta di sostenere Adriana Poli Bortone superando le obiezioni dei suoi, In effetti, osserva Ugo Magri, non è facile spiegare a un leghista, specie al Nord, le ragioni per eleggere l’ex sindaco di Lecce ed ex ministro dell’Agricoltura. Finora il leader leghista non ha parlato direttamente con Berlusconi che si è affidato alla mediazione di Toti.

 6) “Il mio Giorgio ignorato da tutti. Non voglio funerali di Stato” (La Stampa pag. 9)

Parla Rosaria, la vedova del terzo uomo ucciso in Tribunale a Milano, Giorgio Erba, l’ex socio del killer della strage Claudio Giardiello, che in una lunga intervista a La Stampa rivela di aver rifiutato i funerali di Stato. «L’unica persona che mi ha contattato in tutti questi giorni è un tal signor Ferraro o Ferrari del tribunale… Nessuno mi ha avvertito della commemorazione delle vittime di venerdì, ho visto la cerimonia al telegiornale la sera…».

7) Le travi che accecano  l’Italicum (Corriere della Sera pag.1)

Michele Ainis sul Corriere affronta in un editoriale le spine delle riforma elettorale sacrificata alle liti politiche. Mercoledì scorso «è iniziato il dibattito in Commissionr, il 27, giorno di paga, a pagare sarà l’Aula. Ma dov’è – si chiede – la cattiveria dell’Italicum?  Non nel suo concepimento, è la sua gestazione a procurarci qualche mal di pancia. È la traduzione dei principi in regole, perché regole fasulle possono falsificare ogni valore».

8) L’ultima sfida di Hillay: «Sì, voglio la Casa Bianca» (Il Messaggero pag. 9)

Con un ritardo calcolato Hillary Clinton ha annunciato domenica la sua candidatura ufficiale alle presidenziali. Per sconfiggere i suoi avversari l’ex first lady – osserva Anna Guaiata sul Messaggero –  punta sulla classe media e invoca un nuovo popolusimo basato sui valori della famiglia.  Combatterò per voi», promette agli americani sapendo però che in questa fase deve allontanarsi da Obama.

9) Il suo nuovo volto: da donna in carriera a nonna amorevole (Il Messaggero pag. 9) 

Maria Latella, dalle colonne del Messaggero, offre un ritratto inedito dell’ambiziosa Hillary Clinton, in corsa per la Casa Bianca. «La nascita della nipotina l’ha addolcita – osserva la giornalista – anche se le manca la dimensione della donna comune». Dal lontano 1994, quando si presentò in Costiera Amalfitana ,con un cerchietto tra i capelli biondi per il G8, Hillary è un’altra donna. Da carrierista senza scrupoli a nonna amorevole, in questa nuova veste dovrà conquistate l’elettorato femminile che la tradì nel 2008.

10) Qui è il terrore,  peggio di Scampia (Il Tempo pag.2)

Il giornale della Capitale dedica un lungo reportage al quartiere romano di San Basilio dopo l’agguato dei boss finiti in galera. È una fotografia drammatica tra faide criminali, vendette della droga e guerre di territorio nel silenzio dei cittadini che hanno paura di parlare.