I magistrati recriminano: «Siamo soli, clima contro di noi». Con chi ce l’hanno?

Magistrati: è il giorno delle recriminazioni. Le toghe lamentano di essere lasciate sole  davanti alla rabbia e al risentimento che, a loro dire, monterebbe nella società italiana contro di loro. La strage al Palazzo di Giustizia di Milano non sarebbe solo il segno delle falle del sistema di sicurezza nei tribunali, ma anche il frutto di attacchi non meglio precisati. Con chi ce l’hanno i magistrati? L’obiettivo è chiaramente politico. E non è difficile immaginare quale sia il messaggio contenuto in queste lamentele…

Legnini: «Serve sostegno concreto»

Scende in campo il Csm.  “I magistrati non possono essere lasciati soli, bisogna esprimere un sostegno concreto alla magistratura per il lavoro che fa per la giustizia per questo Paese”: lo ha affermato il vicepresidente dell’organo di autogoverno della magistratura Giovanni Legnini. Sulla stessa linea si muove l’intervento di Piergiorgio Morosini, membro togato del Csm: “È in pericolo la normalità del nostro dovere, che riguarda magistrati, avvocati, cancellieri, giornalisti. La sicurezza, così come l’indipendenza, sono precondizioni del lavoro. Purtroppo questa storia è figlia anche del clima di questi anni con i magistrati che sono additati come fannulloni irresponsabili. Quindi è difficile concentrarsi sulla loro sicurezza”.

Sabelli: “Troppe tensioni e trobba rabbia contro la giustizia”

Interviene anche l’Anm, attraverso il presidente Rodolfo Sabelli. “La strage avvenuta  in Tribunale a Milano ha un valore simbolico”, anche perché “troppe tensioni e troppa rabbia si raccolgono sulla giustizia e occorre richiamare tutti al diffuso rispetto verso la giustizia”. A dare il la è stato Colombo Colombo, scondo il quale il tragico eposodio di giovedì 9 aprile  sarebbe  rivelatore “di un clima che c’è oggi contro la magistratura, Non dico che vi sia un collegamento, me ne guardo bene, ma certamente questa continua sottovalutazione del ruolo, di svalutazione dei magistrati, contribuisce a creare un clima. Quanto è successo è terribile”. Qui lo dico e qui lo nego.