I 99 Posse ci ricascano. E invocano Piazzale Loreto per Giorgia Meloni

Stavolta non è farina del loro sacco, ma i 99 Posse volentieri rilanciano: «Se sei nomade, devi nomadare.
Se sei rom, devi rommare. Se sei slavo, devi slavare. Se sei fascista, devi PENZOLARE!». Il post, citazione di un altro utente di facebook, vorrebbe essere una risposta a un intervento di Giorgia Meloni sul tema della gestione dei campi nomadi e degli aiuti alla comunità rom, ma finisce per essere solo l’ennesimo invito alla violenza da parte del gruppo rap napoletano, giusto in queste ore impegnato a promuovere il prossimo concerto.

Il post di Giorgia Meloni

Giorgia Meloni, sulla sua pagina facebook, qualche giorno fa aveva scritto che «se sei nomade, non sei stanziale. Se sei nomade io ti attrezzo delle piazzole di sosta temporanee dove tu arrivi, ti agganci, paghi la luce, il gas e tutto quello che devi pagare come fa qualunque italiano. Dopodiché quando hai finito di nomadare, non rimani stanziale». «Sei stanziale cittadino italiano povero? Perfetto, ti metti in fila come tutti i cittadini italiani poveri per accedere a una casa popolare e non pretendi, in ragione del fatto che sei rom, di avere qualcosa che agli italiani non rom non viene riconosciuto», aveva proseguito Meloni, con un ragionamento che ha avuto quasi 11mila condivisioni, ma che evidentemente per i 99 Posse e un discreto numero di loro sodali non solo non ha diritto d’asilo, ma merita la morte e il vilipendio del cadavere.

Agitatori di professione

Il post rilanciato dai 99 Posse, in una ventina d’ore, è stato rilanciato poco più di mille volte. Non tantissimo, ma nemmeno pochissimo. A dare la misura di quale sia la disposizione dei follower del gruppo ci pensano poi i commenti, dove, a fronte di alcune difese della presidente di FdI, si legge un articolato campionario di insulti personali, intervallato da qualche foto di Piazzale Loreto. I 99 Posse non sono nuovi a esternazioni del genere e incitamenti alla violenza: fra tutti, resta alle cronache l’invito a usare «più bastoni, meno tastiere», all’indomani della manifestazione dei centri sociali che, a fine gennaio, mise a ferro e fuoco Cremona. Soprattutto non sono nuovi a gettare benzina sul fuoco, visto che anche questa loro nuova esternazione arriva a ridosso di giornate delicate – oggi ricorre l’anniversario di Sergio Ramelli – e già segnate da violenze antifasciste, come quelle che si sono consumate nella lunga notte milanese in cui è stato dato fuoco alla libreria Ritter e sono state devastate le sedi dell’Ugl e di Forza Nuova.