Hillary Clinton difende le femministe, la Cina la stronca: “Fatti gli affari tuoi”

La Cina ha respinto le critiche che le sono state rivolte dall’ ex-segretario di Stato americano Hillary Clinton per la detenzione di cinque femministe. Una portavoce del ministero di Pechino ha sostenuto in un breifing per la stampa che si tratta di “problemi interni” della Cina. «La Cina – ha detto la portavoce, Hua Chunying – è uno Stato di diritto. I dipartimenti interessati si occuperanno di questi casi seguendo la legge». Clinton ha fermato in un messaggio su twitter che «la detenzione delle attiviste in Cina deve finire, è un fatto imperdonabile». Le cinque donne sono state arrestate poco prima dell’ 8 marzo, la giornata internazionale della donna, per la quale avevano in programma iniziative di propaganda contro la violenza sessuale. La liberazione delle attiviste, accusate di aver «sollevato polemiche e disturbato l’ordine pubblico», erano state chieste anche dalla Gran Bretagna e dall’ambasciatrice Usa all’Onu Samantah Power.

 Le attiviste difese di Hillary Clinton

Le attiviste arrestate sono Wei Tingting, Li Tingting, Wang Man, Zheng Churan e Wu Rongrong e sono molto conosciute in Cina dove hanno fondato un gruppo per la difesa dei diritti delle donne. Se condannate rischiano fino a tre anni di prigione. Ma c’è di più: l’azione della polizia contro le femministe si inserisce in una «stretta» che ha coinvolto tutte le organizzazioni sociali indipendenti.