«Gli scafisti si fanno aiutare dalle autorità italiane». Ecco come

I trafficanti di uomini usano le operazioni di salvataggio italiane per incrementare gli sbarchi. È questo, in sintesi, il senso delle rivelazioni dell’ex consulente speciale di Frontex, Graham Leese, al Daily Telegraph. L’uomo ha spiegato, infatti, che le organizzazioni criminali che gestiscono le traversate di disperati nel Mediterraneo avvertono in anticipo le autorità italiane «tramite delle soffiate», quando stanno per inviare barche cariche di migranti.

Così i trafficanti risparmiano sulla benzina

Non solo, sempre secondo le parole di Leese, gli scafisti non mettono più la stessa quantità di carburante sulle imbarcazioni «sapendo che poi i migranti saranno recuperati». Dunque, se non è una chiamata in correità per le autorità italiane poco ci manca. Non a caso, alla luce della sua esperienza sul campo, Leese si è detto d’accordo con la linea del Regno Unito che ha duramente criticato l’operazione Mare Nostrum, affermando che avrebbe spinto sempre più migranti a rischiare la loro vita nelle acque del Mediterraneo.

Tutto parte da Mare Nostrum

Secondo l’ex funzionario britannico, i trafficanti di uomini in Libia erano consapevoli del fatto che le autorità italiane avevano destinato più navi al salvataggio e se ne approfittavano. «Molti dei migranti – ha aggiunto Leese – sono intervistati dopo e questo è quello che dicono. Anche i miei contatti professionali – ha proseguito – lo confermano. Abbiamo iniziato a sentirlo quando Mare Nostrum è stata lanciata, quando quelli in Libia si sono resi conto che c’erano più navi per il soccorso in mare».