Gli annunci del premier non incantano più. Ecco le tre spine di Renzi

Sotto l’annuncio, niente.  Anzi, tre spine acuminate che rischiano seriamente di impensierire Matteo Renzi. La prima gliel’ha conficcata con particolare durezza il Sole 24 Ore diretto da Roberto Napoletano bollando come  «arma di distrazione di masa» la strombazzata vicebnda del “tesoretto” di 1,6 miliardi che il premier vorrebbe sfruttare in campagna elettorale sulla scia degli 80 euro in busta paga che l’anno scorso fecero lievitare il Pd (complice anche l’astensionismo record) nelle urne fino al 40 per cento di consensi. La seconda ha il volto di Ignazio Visco, governatore della Banca d’Italia, il cui bollettino statistico stima il nostro debito pubblico all’impronunciabile cifra record di 2.169 miliardi. La terza spina si chiama Italicum, la legge elettorale sulla cui approvazione il Pd rischia di andare a sbattere e forse addirittura a spaccarsi.

Il Sole 24 Ore: «Il “tesoretto” di Renzi? Un’arma di distrazione di massa»

Al momento si tratta di tre focolai che non hanno ancora raggiunto le proporzioni e la forza devastante di un incendio, ma comunque in grado di segnalare a Renzi la presenza di un potenziale pericolo. Finora la forza del premier è consistita soprattutto nella sua capacità di sostituire un annuncio con un altro sempre più roboante in un vortice di cifre, statistiche e parametri quasi mai accertabili e riscontrabili e più degni di un prestigiatore che di un primo ministro. È stato così per gli effetti del Jobs Act sui dati, drammatici, della disoccupazione, specie giovanile o per gli interventi in materia di edilizia scolastica clamorosamente confutati da scuole fatiscenti e in qualche caso (Ostuni) persino crollanti. Lo stesso tentativo ha fatto Renzi in queste ore annunciando l’approvazione entro l’anno della «grande riforma dello Stato».

Bankitalia: debito pubblico record. Italicum: Pd a rischio scissione

Insomma, un’arma di distrazione di massa dietro l’altra in un ritmo da luna park come se l’unico scopo di Renzi consistesse nell’impedire agli italiani di soffermarsi a riflettere, capire e soppesare i provvedimenti del suo governo. Confindustra (editore del Sole 24 Ore), Bankitalia e fronda sull’Italicum possono spezzare questa perversa spirale. Sarebbe ora.