Germanwings, Lubitz cercò su Google “suicidio” e “porte della cabina”

È stata ritrovata la seconda scatola nera dell’aereo di Germanwings precipitato in Francia. Lo ha reso noto il procuratore di Marsiglia. La prima scatola nera dell’aereo era stata trovata lo stesso giorno dell’incidente. Una decina di giorni dopo è la volta del secondo congegno, quello destinato a svelare i parametri del volo prima dell’impatto sulle Alpi francesi, costato la vita a 150 passeggeri e membri dell’equipaggio. Intanto emergono novo particolari sulla vita del pilota che avrebbe causato la tragedia. Andreas Lubitz, copilota dell’aereo caduto sulle Alpi francesi, cercò online informazioni su metodi suicidi e sulle porte di sicurezza delle cabine di pilotaggio alcuni giorni prima dello schianto. Lo riferiscono gli inquirenti tedeschi, spiegando che la ricostruzione emerge da un tablet trovato in casa di Lubitz. Gli investigatori di Duesseldorf hanno spiegato di aver ricostruito le ricerche sul tablet-computer del copilota fatte tra il 16 e il 23 marzo, il giorno prima del disastro aereo. Il portavoce della procura, Ralf Herrenbrueck, ha dichiarato in una nota che le ricerche online di Lubitz riguardavano trattamenti medici e metodi per suicidarsi. Almeno in un giorno, il copilota ha cercato parole riguardanti le porte delle cabine di pilotaggio e i loro sistemi di sicurezza, ha aggiunto.

Lubitz faceva uso di antidepressivi e ansiolitici

Inoltre Lubitz assumeva farmaci antidepressivi e ansiolitici: lo scrive la Bild, citando fonti giudiziarie. Il copilota della Germanwings assumeva ad esempio il Lorazepam, scrive il tabloid, un farmaco prescritto a chi ha problemi di sonno, usato anche contro attacchi di panico. Non è chiaro se ne facesse però uso regolare. Secondo nuovi dettagli d’indagine, il problema agli occhi di cui soffriva il copilota sarebbe stato provocato invece da un incidente stradale del 2014: da allora risulta che vedesse spesso «buio attorno a lui». Intanto il ministero degli esteri tedesco ha corretto il bilancio delle vittime tedesche dell’aereo caduto sulle Alpi: queste sono infatti 72 e non 75, come precedentemente riportato. La mancanza di chiarezza sulla provenienza dei passeggeri e dell’equipaggio dell’Airbus sarebbe dipesa dalla circostanza che alcuni di loro erano in possesso della doppia cittadinanza. Circa cinquecento persone si sono radunate mercoledì ad Haltern am See, per commemorare le vittime dell’aereo Germanwings, con una funzione religiosa ecumenica. Si tratta del piccolo comune del Nordreno-Westfalia, da cui provenivano i 16 alunni del ginnasio, e le due insegnanti che hanno perso la vita tornando da un progetto di scambio linguistico in Spagna, vicino Barcellona. La comunità locale è stata profondamente segnata dal disastro aereo, e il sindaco Bodo Klimpel, nelle ore successive alla tragedia, la definì come il momento più nero e doloroso della storia della cittadina. Venerdì scorso, il presidente Joachim Gauck e la governatrice della Regione, Hannelore Kraft, avevano partecipato a una commemorazione analoga, sempre ad Haltern. Mentre il prossimo 17 aprile un’altra funzione – cattolica ed evangelica – è in programma nel duomo di Colonia.