Germania, arti marziali per avvicinare i giovani all’estremismo islamico

Si diffonde in Europa il fenomeno del radicalismo islamico. Insegnavano le arti marziali per avvicinare giovani al radicalismo islamico. In Germania la polizia della città di Monchengladbach ha interrotto temporaneamente le attività di un circolo fondato da salafiti, che cercava di fare proselitismo attirando ragazzi tra i 6 i 18 anni con l’insegnamento delle arti marziali. Lo ha reso noto la polizia locale, secondo cui circa 40 ragazzi frequentavano i corsi, alcuni già da anni. Il circolo era sopravvissuto a un divieto delle autorità cambiando ragione sociale: la precedente associazione ”Invito in paradiso” era stata sciolta nel 2010, ma le attività di proselitismo mascherate dallo sport proseguivano. Tra gli allievi anche un foreign fighter tornato a gennaio dalla Siria e arrestato dalle autorità tedesche. Al momento non sono stati ravvisati reati: le autorità cittadine hanno fatto chiudere per quattro settimane a causa di un permesso mancante per l’agibilità dei locali. Stesso fenomeno anche in Gran Bretagna, da dove un’intera famiglia di fede musulmana – e non è la prima – ha fatto perdere le tracce per raggiungere la Siria sulle orme del Califfo, prima di essere fermata dalle autorità turche a un passo dalla meta; e dove un ragazzino di 14 anni è stato arrestato per sospetta complicità in un progetto terroristico che si sarebbe dovuto consumare nella remota Australia. La famiglia scomparsa è stata intercettata anche grazie a una campagna mediatica a colpi di foto, come quella che mostrava il padre, Asif Malik, 31 anni, fra i manifestanti di un qualche raduno islamico-radicale a Londra. Ma soprattutto immagini recenti riprese della videocamera di sorveglianza che hanno colto l’uomo agli imbarchi di Dover nel fine settimana. Prima tappa, secondo Scotland Yard, di un viaggio che attraverso la Francia e la Turchia avrebbe dovuto concludersi nell’inferno siriano. Nelle istantanee Asif compariva con la moglie Sara Kiran, di 29 anni, la figlia di sette e i tre maschietti di 4, 2 e un anno. Ed è probabilmente grazie a questi flash che il gruppetto è stato infine individuato e bloccato dai turchi sulla linea di confine del fronte jihadista. I Malik sono residenti a Slough, nel Berkshire. Ma da almeno tre giorni parenti e amici avevano perso ogni contatto con loro.

Dalla Germania alla Gran Bretagna alligna il radicalismo

Nella rete degli investigatori dell’antiterrorismo è anche finito un ragazzo di Blackburn, arrestato ad appena 14 anni con l’accusa d’aver pianificato con alcuni complici lontani un attentato: obiettivo l’Australia, dove il 25 aprile un’azione in stile Isis avrebbe potuto colpire le commemorazioni della giornata dedicata ai caduti australiani e neozelandesi. La polizia britannica sostiene di aver sventato una concreta minaccia terroristica. Di certo si sa che il 14enne era stato fermato il 2 aprile, rilasciato su cauzione e quindi riarrestato un paio di giorni fa dopo le verifiche condotte su un computer portatile e altri apparecchi elettronici sequestrati nella sua casa della provincia inglese. Sulla base dell’allerta giunta dall’Europa, sono poi scattate indagini coordinate a Melbourne, dove la polizia locale e quella federale di Canberra hanno fermato altre cinque persone. Mentre l’ombra del jihadismo fai-da-te si allunga fin dall’altra parte del mondo. Sei arresti infatti sono stati eseguiti domenica tra il Minnesota e la California in relazione a un’indagine per terrorismo su giovani che si sono recati o hanno tentato di recarsi in Siria per combattere in milizie islamiste. Gli arresti sono stati eseguiti a Minneapolis e San Diego e – affermano le autorità – non c’è stata alcuna minaccia per la sicurezza pubblica. Secondo le autorità, alcuni residenti del Minnesota si sono recati in Siria per combattere con i militanti nel corso dell’ultimo anno e almeno uno di loro è morto mentre combatteva per l’Isis. Dal 2007 più di 22 giovani somali hanno viaggiato dal Minnesota alla Somalia per unirsi al gruppo terroristico di al-Shabab.