Genocidio armeno, Erdogan “avverte” il Papa: «Non ripeta questo errore»

Il presidente islamico turco Recep Tayyip Erdogan ha “condannato” le parole di Papa Francesco sul genocidio armeno del 1915-16 e lo ha “avvertito” di non “ripetere questo errore”. «Avverto il Papa di non ripetere questo errore, e lo condanno» ha affermato Erdogan, citato da Hurriyet online. «Quando dirigenti politici, religiosi, assumono il compito degli storici, ne deriva delirio, non fatti» ha aggiunto. Dopo la recente visita di Francesco in Turchia «pensavo che fosse un politico diverso» ma le sue parole, ha detto ancora, «mostrano una mentalità diversa da quella di un leader religioso». Nei giorni scorsi il ministero degli Esteri turco, dopo aver convocato per protesta il nunzio apostolico monsignor Antonio Lucibello e richiamato in patria “per consultazioni” il proprio ambasciatore in Vaticano Mehmet Paçaci, ha reagito con una pesantissima nota – diffusa anche in Italia dall’Ambasciata presso la Santa Sede – in cui sostiene apertamente che parlare di “genocidio” degli armeni rappresenta “una calunnia”, contestando il termine sia sul piano storico che su quello giuridico.

“Genocidio armeno”: ora potrebbe dirlo Obama

In queste ore, dopo la crisi diplomatica scatenata con il Vaticano per le parole del Papa sul genocidio armeno, la Turchia ha gli occhi puntati sul presidente americano Barack Obama – scrive Hurriyet – nel timore che anche lui pronunci «la parola che Ankara non vuole sentire» in occasione del centenario il 24 aprile dell’inizio dei massacri. Fonti diplomatiche hanno indicato che Ankara sta attuando forti pressioni sull’amministrazione americana «per evitare che Obama usi la parola genocidio dopo il Papa». L’ambasciata turca a Washington e diverse organizzazioni «lavorano duramente per prevenire questo scenario», spiega il quotidiano, usando anche minacce velate: «Non vogliamo pensare che Washington voglia agire in una maniera che possa fargli perdere il più importante alleato nella regione» hanno precisato le fonti. Proseguono intanto i preparativi per le celebrazioni della battaglia di Gallipoli del 1915, organizzate quest’anno dalla Turchia il 24 aprile secondo l’Armenia per cercare di distrarre l’attenzione del mondo dalle commemorazioni del centenario del genocidio a Erevan. Il presidente islamico turco Recep Tayyip Erdogan ha invitato 102 paesi ad assistere alle cerimonie di Gallipoli. Diversi capi di stato, fra cui il russo Vladimir Putin e il francese Francois Hollande, hanno invece già fatto sapere che saranno il 24 ad Erevan.