Forza Italia chiederà il voto segreto: “Italicum” sempre più a rischio

«All’inizio della prossima settimana il gruppo Fi della Camera, al pari degli altri gruppi parlamentari di opposizione, presenterà una pregiudiziale di costituzionalità, su cui a norma di regolamento, richiederà di procedere con voto segreto». Renato Brunetta indossa l’elmetto e schiera le truppe forziste di Montecitorio in assetto di guerra. La pregiudiziale è il primo scoglio che Matteo Renzi deve superare nella insidosa navigazione parlamentare al termine della quale conta di condurre in porto il cosiddetto Italicum, cioè la nuova legge elettorale.

Brunetta annuncia la pregidiziale di incostituzionalità

Sulla pregiudiziale il governo non può apporre la fiducia e va votata, così come annunciato da Brunetta, a scrutinio segreto. Votare con la sicurezza dell’anonimato si può rivelare come un potente incentivo al dissenso. Ma è altrettanto vero che i deputati sono i primi a rendersi conto che un’eventuale bocciatura dell’Italicum provocherebbe come effetto indesiderato la fine anticipata della legislatura. Un esito già evocato a mo’ di (efficacissimo) deterrente proprio dal premier già qualche settimana fa. Comunque sia, Forza Italia tira dritto per la sua strada ben sapendo che i problòemi angosciano soprattutto il Pd. E al Largo del Nazareno, infatti, che si sta consumando un autentico psicodramma con la minoranza guidata da Bersani tuttora oscillante tra la voglia di regolare tutti i conti ed il timore di non essere capiti dall’elettorato. Dal canto suo, Renzi aggiorna costanetemente la contabilità di favorevoli, contrari ed incerti. Numeri alla mano, il premier ostenta una certa sicurezza on gran parte giustificata dai vari soccorsi, organizzati e non, pronti a scattare per evitare la fine anticipata dsella legislatura.

Vendola: la fiducia sull’Italicum sarebbe una «scelta gravissima»

All’interno della maggioranza Scelta Civica (in questa fase contano tutti) cerca di dirottare l’attenzione sulla riforma della Costituzione. Il ragionamento del segretario  Enrico Zanetti è più o meno questo: dal momento che l’Italicum è di fatto immodificabile, si introducano i contrappesi istituzionali in Costituzione sull’elezione del Capo dello Stato, del Csm e della Corte Costituzionale. Non proprio un atto di fede nei confronti di Renzi. Da Nichi Vendola, invece, arriva un altolà all’ipotesi di mettere la fiducia sulla legge elettorale: «Sarebbe una scelta gravissima e l’ostentazione di un atteggiamento padronale da parte del governo», avverte il leader di Sel. Difficile, tuttavia, che Renzi gli dia retta.