Terremoto in Nepal, due italiani trovati morti sotto le macerie

Terrremoto in Nepal: sono due alpinisti le vittime italiane. Renzo B. e Marco P. sono morti sabato, travolti da una frana staccatasi dalla montagna mentre erano impegnati a 3.500 metri di quota in un trekking nella Rolwaling Valley. I cadaveri sono stati recuperati sul posto. Lo hanno riferito all’Ansa due loro compagni di spedizione che si trovano a Kathmandu. Il ministero degli Esteri mantiene al momento cautela. La notizia dei due morti per il terremoto “pare attendibile” , dice il ministro Gentiloni. In un ospedale della capitale ci sono altri due membri della spedizione: Iolanda M., ferita, e Attilio D., illeso.  Intanto si apprende che è in arrivo a Kathmandu il team dell’Unità di crisi della Farnesina inviato in Nepal per monitorare la situazione dopo il terremoto e garantire assistenza ai connazionali che si trovano nel paese. La squadra collaborerà con un advanced team della protezione civile. Domenica il ministero degli Esteri aveva fatto sapere di avere rintracciato 300 italiani incolumi, precisando che le segnalazioni continuano ad arrivare e il lavoro dell’unità di crisi prosegue «senza soluzione di continuità».

Secondo la Caritas le vittime potrebbero essere 6000

“Il bilancio delle vittime del terromoto continua a salire costantemente. Siamo a oltre tremila morti ma le stime, considerando i distretti colpiti, potrebbero toccare seimila persone. Si calcola vi siano già 5.000 feriti e migliaia sono sfollati e senzatetto”: lo dice p. Pius Perumana, direttore della Caritas del Nepal a Fides. Secondo Perumana “la piccola Chiesa nepalese conta anche sugli aiuti internazionali, data la tragedia che ha colpito il Paese”. Molti corpi  “sono ancora sotto le macerie e l’esercito e le squadre della protezione civile sono pienamente coinvolti nelle operazioni di soccorso. Si calcola vi siano già 5.000 feriti e migliaia sono sfollati e senzatetto”.  “Abbiamo visitato i luoghi colpiti”, dice sempre “il sacerdote In questo momento la Caritas, che ha già lanciato un appello internazionale, è scesa in campo per i primi aiuti ai sopravvissuti, come tende cibo e acqua. Il nostro compito è anche quello di incoraggiare la gente” . Il direttore della Caritas prosegue: “Le stime sulle vittime e sulla gente colpita sono tuttora incerte dato che molte aree remote, colpite dal sisma, non sono raggiungibili. Siamo ancora in piena emergenza”, dice, aggiungendo: “Vorrei far notare che il terremoto si è verificato di giorno e durante una festività, cogliendo quindi molte delle persone all’aperto: questo ha evitato un numero ancora più alto di vittime”. Numerosi templi indù e monasteri buddisti sono stati danneggiati. A Kathmandu una chiesa protestante è crollata, mentre 70 fedeli erano presenti all’interno. Le chiese, le scuole e le strutture cattoliche non hanno subito gravi danni.