Fini a Sarkozy: «La destra italiana deve ripartire da un progetto condiviso»

Fini ha incontrato Nicolas Sarkozy nella sede dell‘Ump a Parigi. «Gli ho dato la mia opinione sulla destra italiana, vale a dire che è fortemente divisa, non esiste più un minimo comune denominatore di tipo programmatico o progettuale. Occorre ripartire da un progetto condiviso. O si riparte dai contenuti o non si va da nessuna parte»: così al termine dell’incontro l’ex presidente della Camera ha rsposto  ai giornalisti. «Per certi aspetti –continua Fini – oggi ci sono due debolezze: Forza Italia in crisi di consenso e la Lega che cresce nel consenso ma all’handicap di avere una cultura e una vocazione minoritaria, più per protestare che per governare». E ancora: «Quando si parla di unità del centrodestra si evoca una sorta di fantasma. Come si può parlare di nuova unità del centrodestra tra le posizioni che sostiene Alfano, per certi aspetti anche Forza Italia che aderisce al Ppe, e le posizioni di Salvini? L’unità su cosa la fai?». Alla domanda se ai tempi di Umberto Bossi non fosse la stessa cosa, Fini risponde: «Il problema c’era ma in misura minore perché il centrosinistra aveva una logica che più  o meno era analoga. Il centrosinistra diceva “tutti insieme da Bertinotti a Mastella contro le destre’. Il centrodestra rispondeva ‘tutti insieme contro le sinistre, Berlusconi diceva addirittura contro i comunisti…”. Oggi – ha sintetizzato – con Renzi c’è una sinistra molto diversa rispetto a dieci anni fa, molto più simile a una socialdemocrazia che a un fronte comune delle sinistre contro la destra».

«Occorrono più politiche cindivise in Europa»

Fini si è anche soffermato sulla politica europea. «L’euro è il caso più clamoroso di sovranità condivisa, il guaio è stato che come europei non siamo andati oltre alla sovranità condivisa in materia monetaria. Le politiche economiche, soprattutto quelle fiscali, continuano ad essere prerogativa assoluta degli Stati nazionali». «Può apparire un paradosso che lo si dica da destra, ma secondo me, per tutelare l’interesse nazionale dobbiamo chiedere più politiche condivise, non meno perché altrimenti ci sarà sempre una disparità tra i Paesi». «Oggi – conclude Fini –  manca il coraggio di darsi come obiettivo un modello analogo agli Stati Uniti d’Europa». Nella capitale francese, Fini è anche intervenuto presso la facoltà di Scienze Politiche della Sorbona e all’Ifri, l’Istituto francese per le relazioni internazionali dove ha fatto un discorso su Islam e integrazione.