Il figlio ottiene i domiciliari, ma la madre lo rispedisce in cella

Figlio in carcere per droga ottiene i domiciliari, ma la mamma rifiuta di accoglierlo e lo rispedisce in cella. Una storia non nuova alle cronache ma che fa sempre un certo scalpore. Una vicenda in cui istinto materno e spirito di sopravvivenza diventano difficili da conciliare e in cui, almeno per la mamma di questa storia – come già per la moglie di un’altra vicenda e per chissà quanti altri congiunti chiamati a operare la difficile scelta – è risultato più facile optare, tra le due situazioni emotive, per la propria serenità d’animo. Così, è accaduto che un trentaduenne incensurato di San Miniato (Pisa) a cui, dopo la convalida dell’arresto per traffico internazionale di stupefacenti erano stati concessi i domiciliari nell’abitazione della madre, si è visto rispedire dall’augusta genitrice in penitenziario, dove sono tornate ad aprirsi per lui le porte della cella da cui era stato appena “sfrattato”.

Il figlio indagato rispedito in cella dalla mamma

L’uomo, alla vigilia di Pasqua, era stato sorpreso con oltre due etti di droga: 100 francobolli di Lsd, 110 grammi di ecstasy e cinque di marijuana. Nonostante avesse nascosto la droga di cui era in possesso nelle parti intime, non è riuscito a sfuggire ai controlli doganali dell’aeroporto Orio al Serio di Bergamo, dove è stato arrestato, dopo essere sbarcato da un volo proveniente dall’Olanda. Dopo la convalida dell’arresto e la concessione degli arresti domiciliari, però, martedì era dunque pronto a tornare a casa, dove pensava di continuare a scontare la sua pena, ma la madre, giudice inflessibile, non lo ha accolto nel suo appartamento e così i carabinieri si sono visti costretti ad accompagnare l’indagato nuovamente al Don Bosco di Pisa. Dove l’uomo, in attesa del perdono materno, doppiamente condannato dalla legge prima, e dalla madre in seconda battuta, sta espiando le sue colpe di fuorilegge… e di figlio reietto…