Fiducia, resa dei conti nel Pd. Bersani, Letta, Speranza: noi non ci stiamo

L’aula della Camera voterà domani pomeriggio la prima delle tre fiducie che il governo pone sulla legge elettorale. Le altre due saranno votate giovedì. Questo è quanto stabilito dalla conferenza dei Capigruppo di Montecitorio. La decisione di Matteo Renzi di porre la fiducia ha accelerato la resa dei conti finale nel Pd. A questo punto gli occhi di tutti sono puntati sulle file dei democratici dopo le defezioni “pesanti” annunciate pubblicamente dall’ex capogruppo Roberto Speranza, da Stefano Fassina, da Pierluigi Bersani e da Enrico Letta. 

Speranza: ne ho votate tantissime, questa volta no

“Considero un errore gravissimo porre la fiducia sulla legge elettorale – ha detto Roberto Speranza – Senza ostruzionismo e dopo un voto rassicurante sulle pregiudiziali. Ne ho votate tantissime in questi anni e ne continuerò a votare nei prossimi mesi. Ma questa volta no”.  “Non posso legittimare con il mio consenso – spiega l’ex capogruppo – questa violenza al Parlamento. E’ una scelta personale che ha il senso di difendere le mie convinzioni più profonde legate alla qualità della democrazia. Si tira fuori anche Fassina: “La fiducia non si può votare”, scrive su Twitter.

Bersani: questa volta no. Letta: non voterò

Si tira fuori anche Pierluigi Bersani: “La penso come Roberto Speranza. Ho votato 17 volte la fiducia al governo, più di una al mese. Sono pronto a votare per altre 17 volte su atti di governo che riguardino il governo. Sulla democrazia un governo non mette la fiducia. Questa fiducia io non la voterò”. E da ultimo arriva anche Enrico Letta ad annunciare il suo no: “Non voterò la fiducia sulla legge elettorale”.