Expo, nuovi blitz della polizia: fermati antagonisti armati di molotov

Expo, il conto alla rovescia segna – 2 giorni alla partenza, e la questione sicurezza è sempre di più, di ora in ora, il nodo nevralgico da sciogliere. Si sono intensificate, infatti, in queste ultime giornate che precedono il grande avvio della manifestazione, le azioni degli antagonisti che, tra cortei di protesta, occupazioni e disordini, stanno impegnando quasi incessantemente le forze dell’ordine.

Expo, nuovo blitz della Polizia

Così, dopo le perquisizioni e i controlli di martedì, un nuovo blitz contro presunti appartenenti all’area No Expo è in corso questa mattina a Milano. La Polizia di Stato sta intervenendo nella stessa zona battuta ieri, nel quartiere Giambellino, dove erano state trovate mazze e molotov. Precisamente in via degli Apuli e in via Odazio, ossia nell’area in cui si trovano le palazzine popolari dove ieri sono stati fermati dei giovani anarchici e dove sono state sequestrate mazze ferrate e tutto il necessario per fabbricare delle molotov. Oggi, dunque, il proseguo di quell’azione cominciata 24 ore fa starebbe interessando altri appartamenti. Le indagini sono condotte dalla Digos, che sta effettuando nuove perquisizioni e ulteriori controlli, al termine di alcuni dei quali diverse persone sono state accompagnate in Questura per essere identificate e per accertamenti. Si tratta di giovani vicini all’area anarchica. E sarebbe in corso, tra l’altro, anche un altro blitz condotto delle forze del’ordine stavolta a Bresso, nel Milanese: secondo quanto si apprende si tratterebbe di un’operazione di sgombero non meglio precisata, che sta avvenendo dentro l’area dell’aeroporto.

Sicurezza: situazione incandescente

Insomma, l’atmosfera si fa sempre più incandescente nell’imminenza del mega evento milanese. E mentre l’apertura dell’Expo incombe, le forze dell’ordine mettono a segno i primi punti nell’annunciata disfida con i No Expo con una serie di interventi ad hoc. Oggi i nuovi blitz ancora in corso; ieri il sequestro di mazze ferrate, bombe molotov e maschere antigas, scoperte in alcuni appartamenti occupati abusivamente. E, dunque, 26 attivisti No Expo stranieri portati in questura, 25 i denunciati, mentre uno è stato arrestato. Per quattro di loro, peraltro, (tre tedeschi e una giovane francese), la questura aveva anche chiesto l’espulsione, ma il giudice non ha convalidato il provvedimento di allontanamento e accompagnamento alla frontiera. L‘operazione della Digos si inquadra in un’azione preventiva sulla sicurezza e l’ordine pubblico; molti agenti in assetto antisommossa hanno protetto le operazioni e gli accertamenti dai manifestanti, che si sono tenuti a breve distanza. La lunga della Digos, dunque, era già cominciata prima dell’alba di martedì, quando in due azioni distinte, ma forse eseguite dalla stessa mano, erano stati danneggiati due luoghi simbolo dell’estrema destra a Milano: la sede di Forza Nuova in via Palmieri, e quella della casa editrice Ritter, specializzata in testi storici su fascismo ed esoterismo. Quest’ultima è stata incendiata, mentre la prima solo forzata, forse in un tentativo non riuscito, anche in questo caso, di appiccare le fiamme.