Expo, trovate armi e covi: i black bloc sono pronti e i giudici non li cacciano

Meno uno all’inaugurazione di Expo 2015, a Milano, in un clima di tensione e con la minaccia sempre più tangibile di possibili assalti da parte dei black bloc italiani e stranieri. Proseguono senza sosta gli accertamenti della Polizia di Stato sul fronte della sicurezza preventiva in vista di possibili manifestazioni violente. Stamani una serie di perquisizioni sono state effettuate in un appartamento, che però era vuoto. Si sarebbe trattato, secondo indiscrezioni, di un “covo freddo” un appartamento popolare occupato abusivamente e trovato vuoto, ma con diversi letti in uso, e senza materiale atto a offendere. Sul posto l’Aler ha provveduto poi a sigillare l’abitazione. Occhi puntati sulle manifestazioni, in particolare quella dell’1 maggio chiamata “MayDay NoExpo”. Gli apparati di intelligence e di polizia registrano segnali di effervescenza. C’è il rischio di scontri di piazza e di atti contro luoghi ad alto valore simbolico, dalla Scala al Duomo. La vigilanza è dunque ai massimi livelli. Alla preparazione dell’evento servizi e forze di polizia lavorano da mesi in stretto coordinamento. Al Comitato di analisi strategica antiterrorismo (Casa) c’è un confronto continuo sulla valutazione delle minacce e sulle strategie da adottare. Le analisi alla vigilia dell’evento indicano che i maggiori pericoli potrebbero arrivare dalla galassia antagonista (anarchici, movimenti per la casa, movimenti “no” in genere, ecc.) e dai “rinforzi” arrivati dall’estero. Sul fronte jihadista non ci sono evidenze concrete, anche se è sempre presente la minaccia dell’atto del singolo, del lupo solitario, difficilmente controllabile.

Expo blindato, black bloc in arrivo da tutto il mondo

Fa discutere la scelta dei giudici di non espellere subito le decine di ragazzi stranieri, possibili black bloc individuati dalla Digos, liberati in quanto non ci sarebbero elementi per l’allontanamento immediato. Molto di loro non avevano neanche i documenti ma in ogni caso saranno espulsi non prima di una decina di giorni, dopo aver completato le operazioni di identificazione, come scrive oggi Libero. “Renzi/Expo è fragile. Attacchiamolo quando e dove possiamo fargli più male”: è uno dei tanti proclami che si leggono in rete sui siti antagonisti, dove c’è una vera e propria chiamata “alle armi” per il corteo del giorno di apertura, l’uno maggio. Arriveranno a Milano da tutta Italia, dalla Val di Susa, come dai centri sociali più duri di Torino, Bologna, Roma, Napoli. Arrivi sono segnalati anche dall’estero, Spagna, Germania, Grecia: tra questi possibili elementi black bloc. Come al solito, il rischio è che qualcuno all’interno del corteo intenda farlo degenerare con attacchi “mordi e fuggi” alle forze dell’ordine o a luoghi simbolo, come banche, siti di interesse americani o israeliani. In particolare, si registra un’accentuazione della propaganda anti-israeliana, come evidenziato negli scontri al corteo del 25 aprile tra antagonisti (tra i quali c’erano molte bandiere della Palestina) e Brigata Ebraica. Misure di sicurezza rafforzate, dunque, nei luoghi simbolo del capoluogo lombardo, dalla Scala alla Borsa al Duomo, possibili teatri di azioni ad alto impatto mediatico. E occhio anche alla tendopoli no global al Parco di Trenno. Ma al di là delle annunciate manifestazioni dei prossimi giorni, l’attenzione è focalizzata su tutti i mesi di durata dell’Expo. Sono infatti annunciate le visite di delegazioni di alto livello, di capi di Stato e di Governo di diversi Paesi, ai quali va assicurata adeguata tutela. C’è poi la tutela dei padiglioni dei Paesi più nel mirino, Israele sempre in testa, che va garantita quotidianamente. Per questo è attivo un network di collaborazione tra intelligence e polizia italiana e gli omologhi degli altri Paesi partecipanti all’Esposizione, con scambi di informazione assidui.  Una nuova “Base” è stata intanto aperta nel quartiere Giambellino dopo le perquisizioni e le denunce della polizia che in questi giorni hanno passato al setaccio il quartiere sequestrando in alcuni appartamenti abusivi maschere antigas e oggetti “atti a offendere’. Lo hanno comunicato gli stessi antagonisti e Base di Solidarietà Popolare (chiusa durante i controlli e ora riaperta), precisando che si trova ubicata in via Marzano, alle spalle di via degli Apuli, strada già al centro degli interventi di polizia. Tutto è pronto per la guerriglia, lo dicono anche i comunicati ufficiali…