Crollo in classe: sul web utenti scatenati. Dov’è la “buona scuola”?

Colpisce e indigna gli utenti web l’incredibile vicenda di Ostuni, dove è venuto giù l’intonaco del soffitto (ferendo due alunni) di una scuola elementare appena ristrutturata. Ma ristrutturata a metà (anche se è stata chiusa per quattro anni) visto che la ditta che ha eseguito i lavori sostiene di non avere ricevuto appalti per lavorare sul soffitto. Si tratta dunque di interventi-spezzatino che non garantiscono sicurezza e non risolvono alla radice il problema del degrado degli edifici scolastici.

Così finisce la “buona scuola” di Renzi

Il caso (con l’hashtag #Ostuni) è stato il più commentato su Twitter al grido di “piovono calcinacci, governo ladro”. E c’è anche chi sottolinea che l’evento si è verificato in campagna elettorale, obbligando la politica ad accendere i riflettori sull’emergenza dell’edilizia scolastica non più sicura per gli studenti italiani. Nel mirino finisce lo slogan con cui il premier Matteo Renzi ha presentato al Paese il suo progetto per la scuola: la buona scuola? Mentre i politici discutono, “le scuole ci crollano addosso”. La buona scuola? – ironizza Luca – friabile e morbida, per allietare la mattina dei tuoi bimbi.

Troppe chiacchiere sulla sicurezza in classe

Interviene con un tweet anche Save the children chiedendo a Palazzo Chigi di rendere nota l’anagrafe degli edifici scolastici che necessitano di interventi. C’è chi si chiede invece perché non crolli mai il tetto del Parlamento e chi commenta: se arriva l’Isis da noi, troverà già il lavoro fatto. La buona scuola di Renzi, è la conclusione, si regge sulle chiacchiere, come il soffitto dell’elementare di Ostuni. Negli ultimi sei mesi – è la stima fatta dall’Espresso – ci sono stati almeno cinquanta episodi di cedimenti in istituti italiani.