Corruzione, approvato (a fatica) il ddl in Senato. E Orlando non brinda

Corruzione, il Senato ha approvato il ddl con 165 voti favorevoli, 74 contrari e 13 astenuti. Ma che fatica! Numerese sono sono state le defezioni nella maggioranza. E il ministro Orlando non brinda, perché la prova è stata dura. “È  chiaro che sono soddisfatto perché si trattava di un traguardo non scontato”, ammette davanti au giornalisti.  “Nessun trionfalismo”, aggiunge, perché la battaglia contro la corruzione deve andare avanti. Un solo “rammarico”: che il voto su un “tema così importante non sia stato unanime”. In realtà, tira un sospiro di sollievo. Così infatti il ministro risponde  a chi gli chiede un commento sul fatto che in alcune votazioni la maggioranza sia stata risicata: “Abbiamo rischiato e abbiamo vinto. Sapevano di correre dei rischi in questo passaggio ma siamo andati avanti lo stesso” ed è stato portato a casa “il risultato”.  La maggioranza ha tenuto  per un pelo su alcune, delicate votazioni. Come nell’emendamento a firma Caliendo, che chiedeva una modifica sul falso in bilancio e che è stato bocciato solo per cinque voti voti al Senato. La lotta alla corruzione non trova insomma d’accordo tutti.

Renzi, da partee sua, gongola in un tweet: approvata la legge sulla corruzione “stretta sui reati di mafia, falso in bilancio, aumentano le pene per la corruzione nella PA. #lavoltabuona”. Il premier si augura che il testo “arrivi presto alla Camera e venga approvato in via definitiva”. E poi bacchetta il  M5S: “Fare ostruzionismo e dire sempre no è un inganno che forse funziona il tempo di un click ma gli elettori sanno sempre riconoscere”.Anche il presidente del Senato, Pietro Grasso, non brinda, Così la seconda carica dello Stato fa sapere su Twitter: “#Anticorruzione: finalmente vedo alcune mie proposte approvate dall’Aula. Un passo avanti significativo, anche se resta molto da fare”.