Contro la “buona” scuola di Renzi lumini, slogan e cortei

Vestiti a lutto e con un lumino in mano, da accendere a un segnale prestabilito, migliaia di insegnanti nella serata di giovedì sono scesi nelle piazze delle loro città per un flash mob contro il ddl “La buona scuola”, in discussione in Parlamento. Da Torino a Palermo, da Milano a Cagliari, da Verona a Reggio Calabria, sono state “oltre cento le piazze” protagoniste della protesta. Un appuntamento che i docenti si sono dati attraverso i social network e che è diventato virale in poche ore. Vestiti di nero e con un lumino in mano gli insegnanti hanno detto no alla riforma della scuola varata dal governo. Gremita la scalinata di Trinità dei Monti a piazza di Spagna a Roma 1500 docenti si sono radunati a Napoli in piazza del Plebiscito.

Corteo a Roma contro la riforma

A Roma stamane si è svolto il corteo indetto dai sindacati Usb, Unicobas e Anief . I manifestanti hanno gridato slogan contro Renzi e la sua riforma definita “medievale”: “La nostra scuola non è un’azienda, via Renzi e i compagni di merenda”. Poi si sono dati appuntamento per un sit in in piazza Montecitorio.

Faraone: protesta incomprensibile contro il ddl scuola

“Credo che sia incredibile che si possa scioperare in questo Paese per un governo propone un provvedimento, con cui si assumono centomila precari, si investono sulla scuola 3 miliardi di euro e 4 sull’edilizia scolastica, quindi 7 miliardi di euro”. Lo ha detto a margine di una iniziativa a Firenze, il sottosegretario all’Istruzione Davide Faraone, rispondendo ai cronisti che gli chiedevano un commento in merito alla protesta nazionale degli insegnanti. Il ddl scuola, ha aggiunto Faraone, costituisce “un’inversione di tendenza straordinaria, una vera rivoluzione, un cambiamento. Tra l’altro stiamo recependo le indicazioni migliori che ci stanno venendo dalle scuole. Per cui è legittimo lo sciopero, lo rispettiamo, ma è veramente incomprensibile”.