Confalonieri: «Mediaset penalizzata, Renzi tassi Google, Fb e Amazon»

«Mediaset vuol dire contenuti, informazione ed editoria italiani: non è poco in un paese che vede con ritmo impressionante finire in mani straniere i pezzi migliori del suo panorama economico». Lo afferma il presidente del gruppo Fedele Confalonieri durante l’assemblea di Mediaset. «La nostra italianità è la base migliore per operare in una dimensione internazionale, innanzitutto europea». A questo proposito il presidente del biscione fa notare la discepanza di trattamento tra i colossi del web e le aziende italiane che operano nel campo televisivo. «Google, Facebook e Amazon, per non fare nomi, non pagano tasse in Italia: i paesi europei stanno reagendo, è una sveglia anche per l’Italia e il nostro governo», osserca Confalonieri augurandosi che il governo «faccia seguire i fatti» al progetto di tassarli alla fonte. Non è mancato il rammarico per il «fuoco di sbarramento che ha bloccato» l’offerta di Ei Towers su Rai Way «non è del tutto comprensibile e quando le polemiche si saranno placate siamo sicuri che la questione di creare una unica grande infrastruttura italiana per la diffusine del segnale tv tornerà in primo piano».

Per Mediaset risultati superiori alle attese

Confalonieri aprendo l’assemblea di Mediaset prima della quale non ha voluto rilasciare dichiarazioni sull’incontro Berlusconi-Murdoch di martedì ad Arcore. Mediaset ha concluso il “piano triennale di efficienza” 2012-2014 con risultati superiori all’obbiettivo originariamente fissato in 450 milioni: i risparmi ottenuti nelle attività televisive in Italia sono state 631 milioni rispetto alla base costi del 2011. È quanto emerge dall’assemblea del gruppo, che ha confermato il dividendo di 2 centesimi per azione e il vertice, tra cui il presidente Fedele Confalonieri per i prossimi tre anni.