Come in un film con la Loren, una rom evitava il carcere perché incinta. Poi…

I Rom non finiscono mai di stupire. O meglio, lascia a bocca aperta quanto riescano ad aggirare acrobaticamente gli ostacoli e la legge. Così, si apprende in queste ore che una ventisettenne rom è finita in prigione anche se incinta e già madre di altri figli, di cui l’ultimo di soli quattro mesi. Ma non è questo, in realtà, a fare notizia, quanto semmai il curriculum penale – si fa per dire – della nomade in questione che, stando a quanto fin qui emerso del caso, avrebbe 90 alias, al suo attivo almeno 40 furti in flagranza di reato oltre a tre ordini di carcerazione e due condanne: una a 9 anni e 10 mesi e l’altra a 7 anni e due mesi.

Rom, evitava il carcere perché incinta

Una vera e propria ladra seriale che a soli 27 anni è riuscita ad inanellare diverse sentenze senza mai arrivare a farle rendere esecutive con la detenzione in carcere per via delle svariate gravidanze che – come la Sofia Loren, splendida contrabbandiera di uno degli episodi di Ieri, oggi e domani di Vittorio De Sica – le hanno fin qui evitato la prigione, permettendole di continuare a vivere nel campo allestito a San Giuseppe la Rena di Catania, e di delinquere liberamente. Fin qui, però: perché dopo l’ultimo colpo messo a segno, incinta o no, la Procura «vista l’eccezionale pericolosità della donna» ne ha disposto l’arresto, eseguito dalla polizia di Stato di Ragusa. Personale femminile della squadra mobile della città l’ha  dunque presa in consegna e condotta nell’istituto penitenziario di Catania dove stavolta si sonom aperte anche per lei le porte della cella. Nella struttura è stato portato anche il neonato che starà accanto alla madre. Con lei, in carcere su disposizione del Pm, anche una sua connazionale, altra donna Rom di 30 anni, anche lei incinta, madre di 4 figli.

Rom, ancora finti poveri…

E non è tutto: a proposito di sorprese che, ahinoi, non sorprendono più nessuno, sempre in materia di nomadi e “gesta” di nomadi, circola la notizia secondo cui durante gli sgomberi nel campo di via di Salone alla periferia di Roma, gli agenti della polizia municipale del Gruppo Spe (Sicurezza pubblica emergenziale), guidato dal comandante Antonio Di Maggio, hanno proceduto all’allontanamento di 10 nuclei familiari composti da 68 persone che vivevano abusivamente nei container del campo autorizzato. Sono 14 i moduli abitativi liberati e riconsegnati al Dipartimento politiche sociali. Durante l’operazione – la seconda tranche di quella iniziata a metà aprile – sono stati dunque disposti dall’assessorato politiche sociali guidato da Francesca Danese, gli allontanamenti di presunti «finti indigenti», ossia di persone che non hanno diritto a usufruire dell’assistenza dell’amministrazione capitolina. Sui conti correnti o depositi postali sarebbero stati trovati, infatti, centinaia di migliaia di euro. Ennessima conferma di come al danno del disagio dei campi nomadi dislocati nelle nostre periferie cittadine, si unisca anche la presa in giro del finanziamento comunale, inutile e beffardo…