Camusso stronca la Coalizione Sociale di Landini: «Non va da nessuna parte»

Susanna Camusso stronca sul nascere la Coalizione Sociale di Maurizio Landini. «Mi state dando una notizia, ma non mi pare che vada da nessuna parte», ha detto il segretario della Cgil ai giornalisti che le chiedevano informazioni sulla riunione della cosiddetta Coalizione Sociale. «In una stagione difficile non ci sono scorciatoie. Non cambiamo opinione», ha spiegato quindi Camusso, parlando a margine della manifestazione nazionale dei lavoratori delle Province che si è svolta a piazza Santi Apostoli a Roma. Per la leader della Cgil quel che oggi c’è da fare è «il complicato lavoro di ricostruire l’unità tra i lavoratori, l’unità tra le organizzazioni sindacali e la capacità contrattuale per riconquistare diritti».

Coalizione Sociale, l’incontro è chiuso alla stampa

In contemporanea in una sede dell’Arci a Centocelle, popoloso quartiere romano, Landini ha riuniuto le associazioni che sostengono il suo progetto. Il leader della Fiom ha voluto la riunione lontano dai media per organizzare il nuovo “contenitore” di sinistra e la riunione si è svolta a porte chiuse. «I giornalisti sono pregati di uscire. Questa riunione deve rimanere privata». Nello stanzone ci sono una cinquantina di persone: studenti, lavoratori, liberi professionisti, artisti e sindacalisti venuti di buon mattino a Roma per ascoltare Maurizio Landini. Volti già visti alla manifestazione del 14 marzo che ha dato il via ufficiale alla nascita di Coalizione Sociale. Non c’è la minoranza dem del Pd. Spicca, però, la presenza Stefano Rodotà: il costituzionalista, alle prese con un paio di stampelle che lo aiutano a camminare dopo un incidente di qualche mese fa, è stato tra i primi ad arrivare e si è  seduto proprio al fianco di Landini.

Landini: non è il partito della Fiom

«Questo soggetto, questa coalizione non vuole essere la coalizione di Landini o della Fiom, ma semplicemente una realtà che coglie le istanze di numerosi soggetti di base che operano sul territorio», ha chiarito subito Landini. È un modo per buttare acqua sul fuoco. «Siamo qui per parlare di forme, oltre che di contenuti», ha azzardato qualcuno. Un passo troppo lungo, secondo altri. È stato anche distribuito una sorta di piccolo “manifesto” della riunione (guai a chiamarla fondativa) di “Coalizione Sociale”. Giusto per mettere in chiaro le cose. «Vogliamo dimostrare che si può fare politica attraverso un agire condiviso, al di fuori e non in competizione rispetto a partiti, organizzazioni politiche o cartelli elettorali», si legge. Il documento è ancora una bozza da emendare. Alla fine, il leader Fiom si è lasciato scappare un impegno: «Ci si rivede a maggio per nuove adesioni da parte di soggetti multipli e singoli e per pianificare il futuro della coalizione».