Berlusconi irritato per le liti dentro FI. Ma ecco il suo piano per le regionali

Berlusconi è irritato con i suoi, ma, come è nel suo carattere, non si dà per vinto in vista delle elezioni regionali e sta predisponendo le mosse per la campgna elettorale  Dopo un’ennesima settimana di tormenti e litigi dentro Forza Italia culminati con una riunione fiume per chiudere (non senza fatica) sulla scelta dei candidati per le elezioni regionali, il leader ha deciso di concedersi una pausa di 48 ore.  L’aver scelto però i candidati per le regionali così come la definizione delle alleanze  (Giovanni Toti ha ufficializzato l’appoggio alla sua corsa in Liguria di Fratelli d’Italia) non risolvono comunque i problemi interni. Ma ora c’è da affrontare la sfida delle elezioni. L’ipotesi su cui Berlusconi  sta ragionando è quella di fare dei “blitz” nelle varie regioni, nella prima parte della campa elettorale per poi lanciarsi  nel rush finale con l’obiettivo di far risalire il più possibile il partito nei sondaggi  Il tutto però fanno sapere i suoi consiglieri sarà più chiaro dopo il ponte del primo maggio.

«Mi hanno tutti deluso»

Una delle regioni in cui Berlusconi ha  intenzione di andare è sicuramente la Liguria, dove a correre è il consigliere di FI Giovanni Toti ormai da giorni impegnato a percorrere in lungo e largo il territorio. Della coalizione dovrebbero far parte anche i centristi con una lista civica Liguria popolare: si tratta di  una mediazione per evitare fratture con Salvini, indisponibile ad alleanze dove ci sia il simbolo di Ncd.Tutt’altro clima si respira invece in Puglia dove a tenere banco sono ormai i botta e risposta tra il commissario azzurro Luigi Vitali, il candidato appoggiato dai fittiani Francesco Schittulli e Adriana Poli Bortone. Berlusconi si tiene lontano dalla contesa in attesa di capire le mosse di Fitto una volta che il comitato di presidenza azzurro in programma a fine mese ratificherà le decisioni prese. Chi non le accetta – continua a ripetere l’ex capo del governo – si mette automaticamente fuori dal partito. Insomma, a sentire i suoi, Berlusconi non ha nessuna intenzione di mediare: “Mi hanno tutti deluso – avrebbe detto sabato ad alcuni dirigenti incontrati ad Arcore – le persone a cui ho dato di più sono ora quelle che mi voltano le spalle”. Un giudizio che l’ex premier, a quanto raccontano, avrebbe riservato anche a Denis Verdini con cui non sono mancati attimi di tensione nell’ultima riunione: “Mi hanno riferito – avrebbe poi insistito – di sue telefonate a nostri parlamentari per dirgli di tenersi pronti a fare un nuovo gruppo”.

Berlusconi aspetta le decisioni di Strasburgo

Che il quadro dopo le regioni sia comunque destinato a cambiare non è ormai più una novità. Nessuna sorpresa, spiegano i suoi, nemmeno per il clamore destato dall’articolo pubblicato da Libero in merito ad una sentenza della Cassazione fotocopia di quella Mediaset ma con esito totalmente diverso. Per Berlusconi l’attesa è solo per la sentenza della corte di Strasburgo: “Aspetto che sia riabilitata la mia innocenza – continua a ripetere – il resto non conta”.