Bambini costretti a rubare dopo essere stati reclutati in orfanatrofio

Bambini costretti a rubare dopo essere stati reclutati in un orfanotrofio in Romania e portati in Italia. Dovevano sottrarre generi alimentari e capi d’abbigliamento nei supermercati a Milano. La merce arraffata, finora dal valore totale di circa 157mila euro, veniva poi rivenduta. La banda di romeni e i presunti ricettatori italiani – in tutto sono 15 le persone coinvolte l’anno scorso nell’inchiesta della polizia locale di Milano coordinata dal pm Enrico Pavone – sono comparsi per l’udienza preliminare davanti al gup Donatella Banci Buonamici

Bambini costretti a rubare, banda di romeni a processo

Sette ricettatori della merce rubata hanno patteggiato pene da un anno e due mesi di reclusione fino a due anni e quattro mesi. Altre cinque persone sono state rinviate a giudizio dal gup, che ha accolto la richiesta del pm. Per quattro imputati il processo inizierà il prossimo 25 giugno, all’undicesima sezione penale del Tribunale di Milano, mentre il quinto verrà processato a Monza. Tre persone, invece, sono attualmente irreperibili. Tutti sono accusati a vario titolo di associazione per delinquere (nei vari casi finalizzata alla riduzione alla schiavitù, ai furti e alla ricettazione) e altri reati. Attraverso referenti in Romania una decina di minorenni, ragazzi di 16 o 17 anni, nel 2010 erano stati contattati in un orfanotrofio «approfittando della condizione di necessità» e convinti a venire in Italia con la promessa di una vita migliore. La banda, capeggiata da Adrian Barasu, in alcuni casi prestava loro il denaro per il viaggio. Una volta a Milano le vittime venivano chiuse in un appartamento nell’hinterland, a Cinisello Balsamo, e costrette a rubare merce di vario tipo, come vino, calze e affettati, prendendo di mira in particolare supermercati Esselunga. Furti quotidiani che, nel tempo, hanno fruttato un bottino ingente: circa 157mila euro.