Ultimo avviso a Renzi: la minoranza Pd si conta, firme contro l’Italicum

Inizia domani pomeriggio, in commissione Affari costituzionali, l’iter alla Camera delle riforma elettorale, che dovrà approdare in Aula il 27 aprile. Il passaggio in commissione da una parte dovrà essere rapido ma dall’altra sarà irto di ostacoli, visto che la minoranza del Pd ha i numeri per mettersi di traverso. L’ala più dialogante, quella che fa capo a Roberto Speranza, spera di mantenere ancora aperto il confronto per convincere Renzi su un paio di modifiche all’Italicum: è pronto un appello, anche se l’iniziativa sembra avere scarse possibilità di successo, visti i dubbi di Renzi sull’affidabilità della minoranza.

Italicum, due le modifiche chieste dalla minoranza

La difficile partita comincia domani con l’illustrazione del provvedimento da parte del presidente della Commissione nonché relatore, Francesco Paolo Sisto. Dopo di che l’ufficio di presidenza stilerà il calendario, che non potrà che essere fitto di sedute, visti i pochi giorni a disposizione. Proprio i tempi stretti drammatizzano i contrasti, innanzi tutto all’interno del Pd. Il vice-segretario Lorenzo Guerini ha ribadito che l’Italicum non deve essere modificato alla Camera ma deve finalmente diventare legge. A sua volta la minoranza, con Alfredo D’Attorre, ribadisce la richiesta di inserire almeno un paio di modifiche: il superamento dei capilista bloccati e la possibilità di apparentamento tra liste in caso di ballottaggio. Richieste che vengono sostenute anche dalle opposizioni, come ha spiegato Stefano Quaranta, capogruppo di Sel in Commissione.

Raccolta di firme sul documento di Area riformista

In giornata è partita la raccolta di firme su un documento di Area Riformista, la componente del capogruppo Roberto Speranza, che chiede di mantenere aperto il confronto. Si è cercato di avere le adesioni dei deputati della minoranza più dialoganti con la segreteria e il governo, come Cesare Damiano o Nico Stumpo, che sul Jobs Act hanno condotto una mediazione. Domani l’appello verrà reso noto, assieme al numero delle firme: se queste dovessero essere numerose (per esempio 40-50) vorrebbe dire che i numeri dell’Italicum sono a rischio non solo in Commissione ma anche in Aula. In Commissione Affari costituzionali la minoranza schiera tutti i big (Pier Luigi Bersani, Rosi Bindi, Gianni Cuperlo, Alfredo D’Attorre, Barbara Pollastrini, ecc) i cui voti potrebbero stoppare l’Italicum sul nascere, se si unissero a quelli delle opposizioni. La maggioranza del Pd punta a risolvere i problemi nella riunione del Gruppo che dovrebbe tenersi il 15 aprile, quando verrà decisa la posizione ufficiale sull’Italicum attraverso un voto.