Arrestato in Spagna Lucio Morrone: è tra i 100 latitanti più pericolosi d’Italia

I carabinieri del Nucleo Investigativo di Napoli insieme a personale della Guardia Civil hanno catturato in Spagna un ricercato inserito nell’elenco dei cento latitanti più pericolosi d’Italia. In manette è finito Lucio Morrone, 53 anni, a capo del gruppo criminale chiamato “Teste matte”, operante per il controllo degli affari illeciti nei quartieri Spagnoli, nel centro storico di Napoli.

Latitanti, Morrone è stato arrestato in Spagna

L’uomo era ricercato dal 2010 per un ordine di esecuzione definitivo per una condanna a più di quattro anni di reclusione per stupefacenti. Morrone é altresì destinatario dal 2013 di un’ordinanza di custodia cautelare (con successiva condanna in primo grado a vent’anni di reclusione) per associazione finalizzata al traffico di stupefacenti. I militari dell’Arma, coordinati dalla Direzione Distrettuale Antimafia partenopea, hanno individuato il trafficante tra Malaga e Marbella, procedendo alla sua cattura insieme alla Unidad Centrale Operativa della Guardia Civil, mentre l’uomo andava a ritirare denaro (inviatogli da Napoli) presso un’agenzia postale di Benalmadena. Al momento dell’arresto il latitante ha esibito documenti falsi nel tentativo di eludere gli investigatori, ma quando poi ha sentito “carabinieri” si è arreso ammettendo la reale identità.  Solo pochi giorni fa, a finire in manette con modalità simile, era stato Carlo Leone. Latitante dal 2009, amava la vita di lusso, anche lui è stato arrestato in Spagna. Era ricercato da sei anni per traffico di droga e si concedeva una vita di agi in Costa del Sol.

Il clan “Teste Matte” utilizzava il money transfer

Il clan “Teste Matte”, capeggiate da Lucio Morrone e Paolo Russo, ritenuto dagli inquirenti una diramazione del clan Mariano, pagava la droga (cocaina, hashish, kobrett ed extasy) ai fornitori spagnoli utilizzando il money transfer ed è stato proprio grazie a questa modalità di pagamento che i carabinieri di Napoli sono riusciti a incastrare Lucio Morrone. Lo stupefacente, una volta trasferito dalla Spagna in Italia, finiva nelle piazze di spaccio dei Quartieri Spagnoli e non solo: nel corso degli anni, infatti, le “Teste Matte” hanno stretto legami sul territorio finendo per estendere il controllo sullo spaccio anche in altre zona del capoluogo campano e de suo hinterland, come nel quartiere di Pianura e a Bacoli, oltre che a Francavilla a mare. Le “Teste Matte” nacquero in una curva dello stadio San Paolo di Napoli oltre 25 anni fa: frangia estrema e violenta del tifo ultrà poi diventata la nuova frontiera della camorra nei quartieri spagnoli di Napoli. Usavano cocaina e armi e si distinguevano dai “classici” clan metropolitani per l’assenza di un vero e proprio capo, anche se, all’epoca, veniva ritenuto punto di riferimento del gruppo un boss dei Quartieri, Salvatore Cardillo, soprannominato “beckenbauer”.