Amministrative, “El Diablo” Chiappucci in corsa per il centrodestra

L’ex campione di ciclismo Claudio Chiappucci è candidato sindaco a Saronno, in provincia di Varese, per il partito di centrodestra Rinnovamento per l’Italia. Soprannominato “El Diablo” ai tempi delle sue imprese sportive. L’ex ciclista professionista, nato il 28 febbraio 1963 a Uboldo, un paese confinante con Saronno, è il decimo candidato sindaco alle elezioni Comunali nella cittadina di circa 39mila abitanti, tra partiti tradizionali e liste civiche di diverse aree politiche.  «Claudio Chiappucci è la novità, il vento nuovo che aspettava Sarrono per voltar pagina, per iniziare quel rinnovamento che molti espongono a parole ma che il giorno dopo le elezioni hanno già dimenticato», ha spiegato Paola Vallelunga di “Rinnovamento per l’Italia”. Nel 2010 Chiappucci si era pubblicamente schierato con il candidato del centrodestra in Regione Lombardia, Roberto Formigoni firmando una lettera di sostegno assieme ad altri dodici campioni di ciclismo, tra i quali Felice Gimondi, Francesco Moser, Giuseppe Saronni.

Chiappucci, il precedente da assessore di Varese

Chiappucci aveva già debuttato in politica nel 1997, quando era stato nominato assessore allo Sport dall’ex sindaco leghista di Varese Aldo Fumagalli («Esperienza entusiasmante e formativa. Bossi? Non lo sento mai». Dopo un anno Chiappucci fu costretto alle dimissioni denuncianco che «in diversi ambienti della città e da alcuni organi di stampa è stata sollevata una campagna di opposizione, spesso pretestuosa, nei confronti del personaggio Chiappucci. Questa ostilità non mi ha permesso di lavorare serenamente».

Chiappucci, una carriera ricca di successi

Professionista dal 1985 al 2000, Chiappucci ha collezionato 57 vittorie, indossando otto giorni la maglia gialla al Tour ’90, la maglia a pois nei Tour ’91 e ’92 e la maglia ciclamino al Giro ’91. È stato vincitore del Gran Premio della Montagna (maglia verde) nei Giri ’90, ’92, ’93. I suoi successi che più si ricordano sono le imprese solitarie come il trionfo alla Milano-Sanremo 1991 e la splendida cavalcata del Sestiere nel Tour ’92 entrata nella storia del ciclismo.  Quando diede l’addio alle corse motivò la scelta non solo con motivi anagrafici. «Ci sono troppi ragionieri in sella – spiegò El Diablo – invece nel ciclismo bisogna osare». Un po’ come in politica.