Ambasciatore gay, Hollande vuole farne una “bandiera”. Il Papa lo gela

Parigi non ha nessuna intenzione di arretrare sul caso Stefanini, il diplomatico francese che è al centro di un braccio di ferro tra l’Eliseo e il Vaticano per il mancato via libera alla nomina del nuovo ambasciatore francese presso la Santa Sede in sostituzione dell’ambasciatore, Bruno Jouber. Ancora indiscrezioni, tra tentativi di forzare la mano al Vaticano e tentativi di fare del tema degli omosessuali “una bandiera”, come adombrato dal Corriere della Sera.

Ambasciatore gay, l’Eliseo insiste

La novità è rappresentata dall’udienza privata dal papa di Laurent Stefanini, racconta il Corriere della Sera. Non era mai successo e la dice lunga sulla particolarità del caso. Il Vaticano non aveva esplicitamente rifiutato la nomina del francese indicato da Hollande, ma il Pontefice ha fatto notare che non accetta forzature e ha convocatato il diplomatico per spiegargli di non avere motivi personali contro di lui, ma di non avere apprezzato, tra le altre cose, le nozze aperte ai gay approvate in Francia. Il fatto è che il Vaticano non ha gradito l’insistenza francese su un caso controverso come l’omosessualità , visto che anche Lurent Stefanini è gay. Il Vaticano – come è nel suo stile- non ha opposto un rifiuto esplicito, ma il silenzio equivale in genere a una sostanziale bocciatura. La novità rappresentata dall’udienza privata è un segno di cortesia, commenta il Corriere. E un segno di attenzione. Ma al di là di atti cortesi, il gelo resta immutato. Il problema -adombra il quotidiano milanese – non è «l’orientamento in sé». «In tutto questo c’è qualcosa di non detto. È un problema politico: il sospetto vaticano, confortato dalle continue indiscrezioni francesi, che a Parigi si sia voluto aprire il caso, fare di Stefanini una bandiera. Di qui il gelo».