Allarme in Vaticano: “Gli ospedali cattolici sono a rischio crac”

29 Apr 2015 12:37 - di Guido Liberati

«Dobbiamo ridare volto alla trasparenza perché a volte i nostri ospedali cattolici sono diventati luoghi di potere e profitto. La Segreteria di Stato vaticana è molto attenta a questi problemi». Lo ha detto Mariella Enoc, presidente dell’ospedale pediatrico Bambino Gesù di Roma, intervenendo ad un convegno della Cei in corso al policlinico Gemelli. «Anche alcune nostre istituzioni non sono state sempre gestite con trasparenza, ci sono stati scandali, e tutto questo non giova». Mariella Enoc ha anche rilevato che «la sanità cattolica sta implodendo» e tra le cause c’è anche «un improprio utilizzo del personale religioso nel passato. Dire “Non abbiamo più suore, non abbiamo più frati, non ce la facciamo” non è un concetto di sanità moderna». Sempre riferendosi ad alcuni ospedali cattolici ha commentato: «Non pagare fornitori o non pagare il personale non è così etico». Auspicando che si operi «non solo per far quadrare i bilanci», la Enoc spera che la sanità cattolica recuperi la sua missione, quella di curare i più bisognosi. «Se perdiamo originalità e carismi – ha concluso – andiamo a schiantarci».

Ospedali cattolici: il cattivo esempio dell’Idi

La Sanità vaticana è a rischio crac. A tal proposito è emblematico lo scandalo che ha riguardato il gruppo Idi. L’inchiesta sul crac della “Provincia Italiana della Congregazione dei Figli dell’Immacolata Concezione”, ente religioso a cui fa capo il comparto “IDI Sanità” – comprensivo dell’Istituto dermopatico dell’Immacolata IDI, dell’Ospedale S. Carlo di Nancy e della Clinica Villa Paola – è arrivata a conclusione a marzo, e ora gli indagati rischiano di finire sotto processo. I numeri del disastro sono impressionanti: si parla infatti di un buco da 845 milioni di euro, distrazioni di disponibilità per oltre 82 milioni di euro, un indebito utilizzo di fondi pubblici per oltre 6 milioni ed un’evasione di oltre 450 milioni di euro. Il pm Giuseppe Cascini, nell’avviso di chiusura indagine, atto che prelude alla richiesta di rinvio a giudizio, contesta, a seconda delle posizioni, numerosi reati avvenuti tra il 2007 ed il 2012. I principali indagati sono padre Franco Decaminada, all’epoca consigliere delegato dell’Idi già incaricato della gestione del comparto sanità fino al dicembre 2011; Domenico Temperini, ex amministratore di Idi-Farmaceutici nonchè direttore generale pro-tempore di Idi-Sanità, e Antonio Nicolella, imprenditore. Tutti furono arrestati nell’aprile del 2013. E ora? Come ha spiegato un retroscena pubblicato dal sito L’ultima ribattuta, le cose sono tutt’altro che definite.

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