Allarme del capo dell’antimafia: guai a smantellare il Corpo forestale

«Il Corpo Forestale non va smantellato. Non entro nel merito del provvedimento in discussione, che peraltro non conosco. Ma secondo me va potenziato, perché‚ lavora molto bene per i compiti che gli sono propri. Per tutta la materia dei crimini ambientali. È un corpo di assoluta eccellenza, come i carabinieri del Noe». Chiara la posizione del procuratore nazionale antimafia Franco Roberti che dalle colonne del  Corriere della Sera si dice molto preoccupato e lancia l’allarme sul previsto riordiano delle forze di polizia, con il rischio che il Corpo Forestale venga smantellato e accorpato in un’altra forza. A fianco dei forestali si erano schierati l’associazione ambientalista Fare Verde, le associazioni sindacali Ugl, Snf, Cisl, Cgil, Uil-Difor, oltre all’Unione Piloti Forestale.

Roberti: «Il Corpo Forestale, eccellenza contro gli ecoreati»

La Forestale contribuisce alla lotta alla criminalità organizzata: «Le sue competenze specialistiche, unite alla conoscenza capillare del territorio, sono preziose», siega Roberti. «Pensiamo solo ai rifiuti: il business delle organizzazioni criminali non è solo il traffico internazionale di rifiuti, ma anche lo smaltimento illegale, lo sversamento nei corsi d’acqua, le discariche non autorizzata». Già in tempi non sospetti, nel novembre scorso, Roberti di fronte alla commissione parlamentare d’inchiesta sulle attività illecite connesse al ciclo dei rifiuti aveva avvertito «che sarebbe come togliere all’autorità giudiziaria l’unico organismo in materia ambientale che disponga del know how e anche dei mezzi per potere smascherare crimini ambientali».

«Chi ci difenderà dai crimini ambientali?»

L’idea di smantellarlo è pazzesca, partorita dal governo in un momento in cui sono in aumento i crimini ambientali, avverte il procuratore dell’antimafia. Il Corpo forestale è dal 1822 specializzato nella difesa del nostro patrimonio boschivo, quindi nella tutela ambientale ed alimentare. I tagli sconsiderati previsti dall’esecutivo dovrebbero attivarsi proprio mentre ogni anno lamentiamo ettari ed ettari di vegetazione in fiamme a causa di roghi dolosi?, proprio mentre  scontiamo problemi enormi nella cosiddetta “Terra dei fuochi” in Campania? Un danno al Paese e agli italiani che va scongiurato perché il ddl Madia-Padoan va nella direzione opposta alle pretese di una maggiore razionalizzazione delle risorse investigative. È esattamente il contrario, dice Roberti nell’intervista: «Ci sono intrecci e connessioni in questi reati che possono essere sviluppati in un unico contesto investigativo e preferibilmente con un corpo di polizia altamente specializzato. I livelli di specializzazione vanno salvaguardati».