Il 25 aprile di chi non canta “Bella Ciao”: pic-nic, gite e prime spiagge

Sarà pure un 25 aprile all’insegna delle celebrazioni per la Festa della Liberazione ma, complici il meteo, in molti – invece di intonare “Bella Ciao” – hanno guardato alle spiagge, con aperture estemporanee, come avvenuto nel Veneto, e alle ultime sciate a cominciare dalle piste di Cortina d’Ampezzo coperta dalle nubi. A Roma in tanti hanno progettato la classica gita fuori porta. A Napoli isi sono riversati sul lungomare di Mergellina, con un passaggio sugli scogli.

Niente “Bella Ciao”, meglio una gita fuori porta

Niente furore ideologico, quindi. Niente “Bella Ciao”. Meglio un pic-nic. Molte le sagre dedicate ai prodotti stagionali specie in vista dell’imminente Expo dedicata all’alimentare con le gite fuori porta che guardano anche ai luoghi d’arte; per quanto riguarda lo sci nella sola Cortina sono aperti tre impianti con almeno otto chilometri di piste agibili. A Venezia, peraltro, si celebra anche San Marco, patrono cittadino, con il simbolico dono, come pegno d’amore, di un bocciolo di rosa (bocolo) da parte degli uomini alle proprie innamorate. La tradizione è plurisecolare e si rifà ad una storia locale. Si narra di un ragazzo povero che si innamorò, contraccambiato, di una ragazza nobile. Per essere accettato come possibile marito il giovane andò in guerra contro i turchi rimanendo ferito a morte nei pressi di un roseto. Presa una rosa e macchiatala del proprio sangue la fece portare all’amata che, per il dolore della perdita, venne trovata morto il giorno successivo stringendo al petto il bocciolo di rosa. Oggi il bocolo viene donato dagli uomini alle compagne ma anche alle figlie ed in genere a tutte le donne che hanno un posto speciale nella loro vita.