25 Aprile, lite a sinistra tra i partigiani e le Coop che vogliono restare aperte

Quel filo rosso che unisce le Coop alla sinistra italiana rischia di spezzarsi per motivi di soldi e proprio nel giorno più delicato, il 25 Aprile. Il fronte delle cooperative che gestisce la catene della grande distribuzione in Italia, unita dalla comune militanza politica e da un patto di mutuo soccorso, quest’anno s’è incrinato, con la decisione di alcuni gruppi di restare aperti nel giorno della festa della Liberazione: una scelta inizialmente annunciata solo dalla Unicoop Tirreno e che aveva subito provocato la reazione piccata dei sindacati e dell’Anpi, l’associazione dei partigiani italiani. Ma quell’annuncio ha poi “contagiato” a macchia di leopardo anche altri gruppi su tutto il territorio nazionale, compreso la famosa Esselunga di Capriotti, da tempo in rotta con il sistema delle coop rosse.

Un 25 Aprile di polemiche

L’Anpi, nel tentativo di fermare il “contagio”, ha ufficialmente chiesto a tutte le Coop di rispettare la festa del 25 Aprile e di tenere i negozi chiusi. «Il fascismo aveva abolito la cooperazione. Un diritto riacquistato a caro prezzo solo dopo la liberazione, grazie a una lotta gloriosa, costata la vita a uomini e donne. Siamo profondamente convinti che i valori del 25 Aprile vadano molto oltre qualsiasi valutazione commerciale e siamo certi che i soci Coop siano molto più sensibili e attenti alle tematiche dell’antifascismo, che al disagio di un mancato sabato di shopping». Ma sarano tanti i discount e i centri commerciali che sabato resteranno aperti, non solo in Abruzzo ma anche in Toscana, dove solo una parte degli esercizi commerciali chiuderà a metà giornata, per omaggiare la Festa. Anche in Liguria, l’ordine di scuderia di restare chiusi non verrà rispettato in tanti supermercati, come dimostra la polemica scatenata di sindacati nei confronti di Coop Liguria. Il 70° anniversario della Liberazione, sottolinea il sindacato, deve essere ricordato, non cancellato. I lavoratori,  vorrebbero continuare a sentirsi orgogliosi di fare parte della cooperazione, là dove altre Cooperative del paese, nello stesso contesto normativo e di crisi, hanno scelto di non aprire il 25 Aprile, esponendo il cartello “Chiusi per valori” e chiedono che questa giornata  sia ricordata, come in passato, in modo adeguato», sostiene la Filcams Cgil.

Chiuso per valori ideologici o aperto per valori commerciali? Il solito dubbio della sinistra che si risolverà nella dinamica di sempre, la spaccatura con i compagni che sbagliano e che fanno la spesa nel giorno sbagliato.