Vietato parlare di okkupazione: i centri sociali aggrediscono Quinta Colonna

Nella Milano di Pisapia la democrazia dei centri sociali si esercita tappando la bocca a chi vuole parlarne? A giudicare da quanto accaduto nella puntata del 16 marzo di Quinta Colonna ad una troupe ddel programma sembrerebbe proprio di sì. L’argomento, che tocca un punto particolarmente spinoso per i milanesi – e non solo – quello dell’occupazione delle case popolari della città, duole decisamente a chi prova ad affrontarlo: letteralmente. E infatti, mentre la troupe televisiva stava provando a girare un servizio in collegamento da Via Odazio, in zona Giambellino, nella periferia ovest di Milano, dalle finestre delle abitazioni e dai centri sociali, protagonisti dello scottante set metropolitano ultimamente abbandonato da buona parte dei media, hanno cominciato a piovere corpi contundenti e ortaggi di ogni genere, indirizzati a colpire gli addetti ai lavori del programma.

Okkupazione, lancio di oggetti contro una troupe

Una pioggia di oggetti di qualunque tipo ha cominciato ad inveire contro chi stava tentando di realizzare un’intervista a una donna che il piccolo schermo conosce per essere una mamma che dorme in un furgone. Ma il collegamento in diretta della puntata del 16 marzo viene immediatamente disturbato dal lancio di oggetti e ortaggi verso la troupe televisiva del programma, “colpevoli” di essere tornati ad affrontare un argomento “scottante”. Così, grazie all’azione di disturbo organizzata, il collegamento in diretta viene più volte sabotato, con il risultato di continuare a far tacere chi aveva qualcosa da dire. O meglio, chi il problema lo affronta con le parole e non con l’occupazione abusiva, con la violenta difesa di un diritto non sancito ma acquisito con la forza e con l’abuso.

Centri sociali ancora in azione

Tra i presenti in Via Odazio, infatti, ci sono persone che combattono quotidianamente contro l’abusivismo e il polso debole delle istituzioni; ci sono coloro i quali sono gli inquilini regolari, gli unici a pagare regolarmente il diritto a un immobile popolare, a fronte di chi invece ha preteso di occuparlo a tutti i costi, e senza averne le prerogative richieste. Per questo stride più che mai l’urlo lanciato ancora una volta dagli abusivi e dai militanti dei “centri sociali” che, inneggiando al diritto alla casa, arrogano anche la pretesa di manifestare con violenza contro chi, nel suo difficile quotidiano, prova a garantirsi quello stesso diritto con sacrificio e scegliendo la strada della legalità. Il conduttore Paolo Del Debbio prova a buttare acqua sul fuoco della protesta cercando di dare la parola a tutti: ma la piazza è in fermento su più fronti, e la situazione non migliora: solo l’intervento di agenti delle Forze dell’Ordine riesce a ristabilire la calma. Ma il fuoco continua a covare sotto la cenere di chi alimenta la polemica.