Fare Verde con il Corpo Forestale dello Stato contro la “riforma” Renzi

La macchina organizzativa è all’opera da giorni. L’associazione ambientalista Fare Verde è mobilitata a difesa del Corpo Forestale dello Stato con una serie di manifestazioni che si terranno nella Capitale: la prima in agenda è per martedì 31 marzo dalle 9 in Piazza delle Cinque Lune e dalle 14,30 davanti a Montecitorio.

Fare Verde con il Corpo Forestale

La mobilitazione,  promossa dalle organizzazioni sindacali Ugl, Snf, Cisl, Cgil, Uil-Difor, oltre all’Unione Piloti Forestale, punta l’indice contro la «scellerata» decisione del governo Renzi di accorpare il Corpo Forestale dello Stato alla Polizia di Stato. «Oltre a essere un progetto assurdo – spiega in una nota il presidente nazionale di Fare Verde, Francesco Greco – è un disegno fumoso che avvantaggia solo le lobby degli Ogm e i tanti speculatori fieramente contrastati dal Cfs in 192 anni di storia». Fare Verde sarà in piazza al fianco degli “amici” del Corpo Forestale dello Stato, con i quali ha realizzato molti Campi di tutela ambientale per contrastare gli scempi del territorio a tutela della salute dei cittadini. Un governo serio – conclude Greco – rafforzerebbe il Cfs, anche con l’assorbimento di personale proveniente da altre pubbliche amministrazioni, come le Polizie provinciali».

La petizione popolare

Non si può sopprimere il Corpo Forestale solo per dare qualche agente in più alla Polizia di Stato. Fare Verde, con una petizione popolare in tutta Italia chiede la difesa della «specificità del Corpo e della professionalità delle donne e degli uomini che tutelano l’ambiente. Basta con le decisioni Twitter – spiega il presidente di Fare Verde – che rincorrono il fumo di coloro che non vogliono controlli per poter sfasciare la nostra Italia, come già dimostrato con il cosiddetto decreto “Sblocca Italia”». L’associazione ambientalista fondata da Paolo Colli propone, al contrario,  lo svolgimento del Servizio Civile Volontario nel Corpo Forestale dello Stato per creare una guardia nazionale che si riappropri, conosca e difenda il territorio nazionale, per porre fine al continuoabbandono del suolo di cui ci si ricorda solo ai funerale dell’ennesima alluvione».