Usa, lo Stato dell’Indiana adotta una legge contro i gay nei negozi

In tema di diritti dei gay, l’Indiana fa un passo indietro rispetto al resto degli Usa. O, forse è l’America profonda che semplicemente si riallinea ai suoi principi e si ribella al conformismo. Fatto sta che il governatore dello Stato dell’Indiana, Mike Pence, ha firmato una legge sulla libertà di religione che consente ai gestori di esercizi commerciali di non servire gli omosessuali senza incorrere nell’accusa di discriminazione. Si tratta di una misura definita ‘Religious Freedom Restoration Act‘ e fa seguito alla cancellazione stabilita lo scorso anno da diversi tribunali federali del bando deciso dall’Indiana alle nozze tra persone dello stesso sesso, ma che secondo varie organizzazioni per la difesa dei diritti degli omosessuali rappresenta un via libera alle discriminazioni. “Ho firmato il Religious Freedom Restoration Act perché sostengo la libertà di religione di ogni fedele di ogni fede”, ha affermato il governatore, aggiungendo che “la Costituzione degli Stati Uniti e dell’Indiana forniscono un forte riconoscimento della libertà di religione, ma oggi molte persone di fede sentono che la loro libertà è sotto attacco da parte delle azioni del governo”.

L’Indiana contro i gay

Tuttavia, nell’opinione pubblica si è rapidamente verificato un colpo di coda forse non previsto dai sostenitori della legge e dal governatore Pence, che non esclude di candidarsi alle primarie repubblicane per le presidenziali del 2016. Molti negozianti dello Stato hanno infatti affermato di temere ora una sorta di ‘boicottaggio’ da parte delle grandi aziende – diverse delle quali hanno già minacciato di ritirare le loro attività dall’Indiana – così come da parte del turismo. Marc Benioff, capo della Salesforce.com, un’azienda di tecnologia con una importante presenza in Indiana, ha annunciato la cancellazione di tutti gli eventi nello Stato. E anche il boss di Apple, Tim Cook, come riferisce il New York Times, ha sostanzialmente definito la nuova legge un invito alla discriminazione.

Il governatore dello Satto

Naturalmente, a livello politico nazionale, la misura è stata apertamente criticata dall’ex segretario di Stato e probabile candidata alla Casa Bianca, Hillary Clinton. In un tweet ha affermato che “è triste che in America oggi possa esserci una nuova legge come quella dell’Indiana”: nessuno dovrebbe essere discriminato “per chi ama”. Tra i possibili candidati repubblicani le posizioni sono invece più sfumate. Allo stesso tempo, fonti di stampa affermano di non essere riuscite a trovare un solo commerciante che si sia detto contento per la decisione di adottare il ‘Religious Freedom Restoration Act’, né tantomeno che intenda usarlo. Allo stesso tempo, in molte parti dello Stato, nelle vetrine dei negozi, ma anche fuori dalle abitazioni o sui social media, sono apparse scritte come “noi non discriminiamo e siamo felici di servire chiunque”.