Turchia, le teste di cuoio uccidono in un blitz i brigatisti rossi di Istanbul

Si è concluso con un blitz il sequestro del magistrato a Istanbul. Secondo fonti riprese dalle reti sociali, il magistrato tenuto in ostaggio nel Palazzo di Giustizia di Istanbul sarebbe stato ferito durante un blitz delle forze speciali turche e i sequestratori sarebbero stati uccisi. L’informazione è ripresa con prudenza, sottolineando che non ci sono conferme uffciali, anche dai siti di Hurriyet e Sozcu, secondo i quali i sequestratori uccisi sarebbero tre. Successivamente il capo della polizia di Istanbul ha confermato che il magistrato preso in ostaggio è stato ferito gravemente e che i due sequestratori sono stati uccisi nel blitz delle forze speciali, riferisce Zaman online. Il procuratore Mehmet Selim Kiraz è stato ricoverato d’urgenza in ospedale, dove è stato sottoposto a un intervento chirurgico, dopo il blitz delle teste di cuoio turche, ha indicato ancora il capo della polizia di Istanbul. Per tutta la durata del sequestro le emittenti televisive turche si sono conformate al silenzio stampa imposto dal governo sospendendo la trasmissioni di immagini sulla vicenda del procuratore sequestrato nel palzzo di giustizia di Istanbul, riferisce Hurriyet online. La decisione è stata presa dal premier Ahmet Davutoglu in base a una una norma che gli consente di ordinare la censura per motivi di sicurezza nazionale e ordine pubblico. Ordini di censura sono imposti abbastanza frequentemente in Turchia, paese membro del Consiglio d’Euopa e della Nato e candidato all’Ue, su casi sensibili. Negli ultimi quattro anni, secondo Hurriyet, ne sono stati emessi 150. Il giornale ricorda che il silenzio stampa è stato imposto sul sequestro da parte dell’Isis di 49 diplomatici turchi a Mosul, sulla vicenda di tangentopoli, sulle indagini su alcuni attentati terroristici o sul disastro nella miniera di Soma l’anno scorso. A mezzogiorno circa il pm di Istanbul Mehmet Selim Kiraz è stato sequestrato nel suo ufficio al sesto piano del plazzo di giustizia da membri del gruppo terroristico di estrema sinistra Dhkp-C.

I terroristi comunisti della Turchia responsabili di sanguinosi attentati

Il movimento armato di estrema sinistra turco Dhkp-c è inserito nella lista dei gruppi terroristi di Turchia, Ue e Stati Uniti. Fondato nel 1978 con il nome di Sinistra rivoluzionaria, è un movimento di ispirazione marxista-leninista. Nel 1994 ha preso l’attuale nome di Fronte-Partito di liberazione del popolo rivoluzionario. Nel 2008 la sua leader Asuman Akca fu arrestata con l’accusa di voler assassinare l’allora premier Recep Tayyip Erdogan. Rilasciata nel 2012, è stata uccisa poco dopo da un uomo identificato dalle autorità come un membro del Pkk. Dagli anni ’70 a oggi il gruppo ha compiuto e rivendicato diversi omicidi e attentati. L’ultimo risale allo scorso 6 gennaio, quando una donna suicida si è fatta saltare in aria in una stazione di polizia a Istanbul, uccidendo un agente e ferendone un altro in modo serio. Nel rivendicare l’attentato il Dhkp-C dichiarò la volontà di punire gli assassini di Berkin Elvan, il quattordicenne ucciso durante le manifestazioni di Gezi Park, sulla cui morte ha indagato il magistrato sequestrato in queste ore. Il primo febbraio del 2013 in un altro attacco suicida all’ambasciata americana ad Ankara morì una guardia addetta alla sicurezza. L’attacco più sanguinoso perpetrato dal gruppo terroristico sino ad ora è avvenuto il 10 settembre 2001 quando una donna terrorista si fece esplodere davanti alla sede della polizia nella centrale piazza Taksim, ad Istanbul, uccidendo tre persone e ferendone almeno 20.