Tunisia, il premier Essid: «Nessuna pietà per chi minaccia il Paese»

Il premier della Tunisia, Habib Essid ha rivisto in rialzo il numero delle vittime dell’assalto dei terroristi al museo del Pardo a Tunisi. Tra questi  ci sarebbero anche italiani (ma non confermati dalla Farnesina). Il presidente ha parlato in tv di 19 morti, 17 turisti e due tunisini, annunciando tra le vittime la presenza di italiani, tedeschi, polacchi e spagnoli. «Non avremo nessuna pietà contro chi minaccia il Paese – ha detto – Dispiace che molti sono invidiosi dei risultati che ha raggiunto la Tunisia in questa fase di transizione. Questa sarà una guerra lunga: dobbiamo mobilitarci a ogni livello, tutti insieme, tutte le appartenenze politiche e sociali per lottare contro il terrorismo. Serve unità nella difesa del nostro paese che è in pericolo». E poi ancora: «Abbiamo deciso provvedimenti urgenti: difenderemo il turismo, è nostra responsabilità. Abbiamo preso tutte le misure per garantire la capitale e i siti turistici».

Tunisia, ostaggi torinesi liberi

Sono ottanta i torinesi a bordo della Costa Fascinosa che ha attraccato a Tunisi. Tra questi quattro i dipendenti del Comune di Torino, due dei quali accompagnati dai rispettivi coniugi, in vacanza ostaggi al museo del Bardo. Lo rende noto il Comune di Torino. «C’è grande apprensione, speriamo che la situazione si risolva al più presto», commenta l’assessore al Bilancio del Comune di Torino, Gianguido Passoni. Il sindaco è in contatto costante con la Farnesina. Poi una telefonata da Tunisi. «Stiamo bene, ma non sappiamo nulla dei nostri amici». Così i due ostaggi torinesi liberati al telefono con alcuni colleghi del Comune di Torino. Degli altri quattro ostaggi, al momento, ancora nessuna notizia.

Le guide hanno aiutato i turisti a fuggire

Ad agevolare la fuga di decine di turisti che si trovavano nella sale del museo del Bardo al momento dell’irruzione dei terroristi sono state, insieme ad alcuni elementi delle forze dell’ordine, le loro guide che stavano illustrando loro le opere esposte. Secondo alcuni siti, le guide, conoscendo la dislocazione degli accessi e delle uscite laterali della struttura museale, hanno consentito agli stranieri di raggiungerle velocemente e quindi di sfuggire ai terroristi.