Tunisi, slitta la riapertura al pubblico del Museo del Bardo

Slitta la riapertura al pubblico del Museo del Bardo a Tunisi. A sei giorni dall’attacco terroristico, in cui sono morti anche quattro italiani, il museo aprirà comunque, ma la cerimonia che si terrà nel pomeriggio sarà riservata a giornalisti e autorità, fra le quali anche il ministro degli Esteri Paolo Gentiloni, in città anche per fare visita alle due italiane ancora ricoverate in ospedale.

Tutte le nuove misure di sicurezza

La notizia dello slittamento dell’apertura del Bardo è stata divulgata attraverso il sito del ministero dell’Interno tunisino, senza però ulteriori dettagli. Ma, come ovvio, il primo pensiero è legato al tema della sicurezza, rispetto al quale diverse decisioni sono state prese dalla “cellula di crisi” guidata dal premier Habib Essid: rafforzamento della protezione delle zone turistiche su tutto il territorio nazionale; richiamo alle strutture pubbliche di dotarsi di sistemi di sicurezza efficaci; rafforzamento della vigilanza nei luoghi sensibili; un più stretto coordinamento a livello centrale e periferico tra istituzioni di sicurezza e militari per garantire una migliore coordinazione a livello di intervento; chiusura delle moschee costruite senza autorizzazione.

Tunisi «in guerra» contro il terrorismo

Ma il dato più importante è quello politico. La “cellula di crisi” ha ribadito quanto detto dal premier nei primi momenti dopo l’attentato: la Tunisia si considera in guerra contro il terrorismo e questo esige la coniugazione degli sforzi tra tutte le istituzioni, di sicurezza, militari e giudiziarie. Inevitabile il riferimento alla crisi libica, con la promessa di un ulteriore rafforzamento dei controlli lungo il confine, anche con barriere materiali e la messa in atto di preparativi per far fronte a eventuali ricadute dal punto di vista umanitario se la situazione dovesse peggiorare.