Torregiani sul caso-Battisti: l’Italia si muova, non fatelo scappare ancora

Alberto Torregiani, alla notizia della decisione di espellere dal Brasile Cesare Battisti, condannato in Italia per 4 omicidi fra cui quello di suo padre, ha commentato che «potrebbe essere l’occasione per riaprire il caso di estradizione». E ha aggiunto: «Non dobbiamo aspettare che Cesare Battisti vada in Messico o Francia, per rifare tutto il processo per l’estradizione»: Torregiani, figlio del gioielliere ucciso nel 1979 dai Pac (Proletari armati per il comunismo), così chiede un intervento del Governo alla notizia che il terrorista, condannato in Italia fra l’altro per l’omicidio di suo padre, dovrebbe essere espulso dal Brasile. «Se non lo vogliono più ce lo prendiamo noi», ha aggiunto. Alberto Torregiani è cauto perché «in questa storia che va avanti dal 2004 ogni due per tre si sono cambiate le carte in tavola» ma comunque si è detto abbastanza contento delle notizie che arrivano dal Sud America. «La mia lotta non è stata quella personale, esclusivamente personale – ha spiegato – ma un’occasione per dimostrare che ogni tanto la giustizia italiana funziona e i cittadini possono avere fiducia nelle istituzioni. Così non cadono nel tranello di farsi giustizia da soli».

Torregiani chiede alla Farnesina di non fare un altro buco nell’acqua

Delle notizie arrivate dal Brasile, Torregiani, che è impegnato in politica con Fratelli d’Italia, ha parlato anche con la sorella. «Credo che questa sia la migliore occasione che potevamo aspettarci», ha detto invitando a ripetere subito la richiesta di estradizione, anche in considerazione del fatto che il presidente del Brasile che l’aveva respinta, Ignacio Lula da Silva, ora non è più in carica. «Non credo che la Farnesina voglia fare un buco nell’acqua. Questa volta – ha osservato – non possiamo fare passi falsi. O vogliamo fare l’ennesima figura da pecore?. Sabato a Venezia c’è una manifestazione di Fratelli d’Italia a cui partecipo – ha concluso -. Sarà l’occasione per riprendere l’argomento». Da parte sua Adriano Sabbadin, figlio di Lino, il macellaio di Caltana di Santa Maria di Sala (Venezia) ucciso il 16 febbraio del 1979, ha commentato: «Ritengo che Cesare Battisti debba ancora scontare la sua pena. Io spero solo questo». Sabbadin ha definito «una cosa eclatante» la notizia della decisione di espellere dal Brasile Battisti.