Tesoro di Hitler, restituito il primo capolavoro “rubato” all’erede

Sarà presto restituito all’erede del legittimo proprietario il primo capolavoro della collezione Gurlitt, nota alla stampa come il tesoro di Hitler, di cui è stata riconosciuta la provenienza illecita. Il ministro della Cultura tedesco, Monika Gruetters, ha firmato l’accordo di restituzione, ha reso noto una portavoce confermando indiscrezioni dello Spiegel.

Il quadro, Due cavalieri in spiaggia del pittore berlinese Max Liebermann, secondo informazioni del settimanale di Amburgo andrà a un avvocato di New York sopravvissuto alla shoah, pronipote del proprietario espropriato durante il nazismo. Il ministro ha detto allo Spiegel di essere «felicissima» per la restituzione: eventi di questo tipo sono più importanti per «il riconoscimento tributato alla biografia delle vittime» che per il valore materiale delle opere. Nel 2013 la scoperta di una sensazionale collezione di oltre 1500 opere tenuta nascosta in due appartamenti del collezionista Cornelius Gurlitt, poi deceduto, aveva occupato i giornali di tutto il mondo. Cornelius era figlio del collezionista Hildebrand, noto come mercante d’arte di Hitler.

Prima di morire Gurlitt aveva accumulato oltre 1500 opere, che gli erano state sequestrate in più occasioni a partire dal febbraio del 2012 con il sospetto di evasione fiscale e appropriazione indebita. Gli esperti del team “Schwabinger Kunstfund” hanno indagato su qualche centinaio di oggetti d’arte. I capolavori sono andati tutti al museo di Berna, in Svizzera, come stabilito dal testamento dello stesso Gurlitt. Nella collezione non mancava proprio nulla. C’è un dipinto inedito di Marc Chagall, uno di Henry Matisse e un’incisione del veneziano Giovanni Antonio Canal (il celebre Canaletto). Grande clamore susitò la scoperta del “tesoro”. Tra i capolavori non conosciuti, anche un’opera di Otto Dix, un raro autoritratto dell’artista dipinto nel 1919, nonchè opere di Picasso e Kirchner.