Terrorismo islamico, a Roma fermato un tunisino: procurato allarme

Terrorismo islamico, il clima è sempre più incandescente. E in queste ore di allerta e di allarme, un sessantenne di nazionalità tunisina è stato fermato dalla Digos di Roma: l’accusa è di calunnia aggravata e procurato allarme.

Terrorismo islamico, allerta e falsi allarmi

«Ci sono terroristi che vogliono compiere attentati in Italia e Francia»: questo l’incipit delle numerose telefonate ad ambasciate, consolati ed uffici di polizia fatte dal tunisino fermato. Le indagini sulle “rivelazioni” dell’uomo poi, a dispetto delle informazioni ben dettagliate e dei dati circostanziati anche nell’indicazione dei presunti responsabili – suoi connazionali ora finiti nel mirino delle forze dell’ordine – hanno però rapidamente confermato che si trattava di falsi allarmi. Non solo: per effettuare le telefonate anonime, l’uomo utilizzava una scheda telefonica intestata ad un cittadino cinese. Durante le chiamate indicava come obiettivi dei presunti attentati luoghi in territorio italiano e francese, provocando situazioni di allarme con il conseguente intervento della polizia. Fino a quando le indagini della Digos e del Servizio Centrale Antiterrorismo della Direzione Centrale della Polizia di Prevenzione, coordinate dal pm Tiziana Cugini, hanno consentito di localizzare il telefonista nel quartiere di Centocelle: nel corso delle operazioni è stata sequestrata la scheda telefonica ed altro materiale, attualmente al vaglio degli investigatori.

Le vittime di Tunisi

Intanto, il premier Renzi ha accolto all’aeroporto di Ciampino il volo con a con a bordo il capo dell’Unità di crisi, che riportava le salme delle vittime dell’attentato al museo del Bardo e i loro familiari a Roma, dove – prima di ripartire per Torino – verranno effettuati i primi accertamenti e le procedure di rito da parte dell’autorità giudiziaria. «Ho accolto le famiglie dei 4 italiani uccisi a Tunisi e le salme dei loro cari. – ha fatto sapere su Twitter il premier –. Ho condiviso con loro il dolore e l’abbraccio di tutta l’Italia». E mentre Renzi si intratteneva con i familiari delle vittime, quindi, dal Boeing 767 sono state fatte scendere le bare con i corpi di Orazio Conte, Giuseppina Biella, Francesco Caldara e Antonella Sesino. Le quattro salme sono state allineate davanti alla palazzina di rappresentanza dell’Aeronautica Militare, dove due carabinieri hanno svolto il servizio d’onore. Qui il parroco ha impartito la benedizione ad ognuno dei 4 feretri: le ultime vittime della barbarie del terrorismo jihadista.