In Italia il 4 per cento dei casi di tubercolosi ha colpito i bambini

Nel 2013 si sono ammalate di tubercolosi 9 milioni di persone e 3 milioni non hanno ricevuto le cure necessarie. A ricordarlo è l’Organizzazione mondiale della sanità (Oms), in occasione della Giornata mondiale della tubercolosi che si celebra il 24 marzo, il cui messaggio è “Raggiungere, trattare e curare tutti”. Un appello rivolto a istituzioni, associazioni e operatori sanitari a impegnarsi di più per garantire a tutti i pazienti una diagnosi corretta e l’accesso alle cure necessarie. Ancora oggi infatti l’epidemia mondiale di tubercolosi causa quasi un milione e mezzo di morti l’anno.

La tubercolosi aumenta in Danimarca, Norvegia e Svezia

Per quel che riguarda l’Europa, nel 2013, nei 53 Paesi membri dell’Oms, si sono ammalate di tubercolosi 360mila persone, cioè 1000 persone al giorno. A preoccupare sono soprattutto gli alti tassi di tubercolosi resistente ai farmaci. Nell’Unione europea il numero di casi è diminuito del 6% rispetto al 2012, ma non tutti i Paesi stanno progredendo nello stesso modo e in alcune nazioni a bassa incidenza (come Danimarca, Norvegia e Svezia) i tassi di notifica sono in in aumento. A questo ritmo l’Ue non riuscirà a eliminare la tubercolosi prima del prossimo secolo.

La Tbc in Italia: il 63% dei casi è di origine straniera

In Italia nel 2013 sono stati segnalati 3153 casi, il 63% dei casi è stato in persone di origine straniera con un’età media di 36,3 anni, mentre l’età media dei casi di origine italiana è di 56,1 anni. Non sono mancati casi pediatrici, 126 bambini sotto i 15 anni di età (4% dei casi totali), e multiresistenti (3,3%). Nelle grandi città metropolitane l’incidenza di Tbc è fino a quattro volte maggiore rispetto alla media nazionale.