Studenti di sinistra in piazza contro la scuola di Renzi. Meglio tardi che mai

Studenti di sinistra in piazza contro la riforma-bluff della scuola. Prima il flash mob davanti al ministero dell’Istruzione, poi il corteo da piazza della Repubblica a Roma contro il disegno di legge sulla “Buona Scuola” che in queste ore approda al Consiglio dei ministri. Anche la sinistra radicale vicina alla Cgil scopre la truffa di Renzi spostando a primavera il tradizionale autunno caldo che accompagna tradizionalmente l’inizio dell’anno scolastico.

La protesta davanti al Miur

«Siamo qui davanti al ministero della Pubblica istruzione vestiti da clown per rivendicare una scuola che sia buona per davvero e non le pagliacciate che sono uscite in queste settimane sui giornali», dice Alberto Irone, portavoce nazionale della Rete degli Studenti Medi, organizzazione studentesca di sinistra. «Rifiutiamo l’idea che più autonomia significhi dare più potere ai “presidi-sindaci” perché l’autonomia ha senso se serve a trasformare la scuola in una comunità che si auto-governa, con la partecipazione attiva di chi la vive. Rifiutiamo l’idea che libertà di scelta educativa significhi fare un regalo alle lobby dei diplomifici privati invece che garantire il diritto allo studio a tutte e tutti».

Il corteo degli studenti

Da piazza della Repubblica a Roma il corteo degli studenti ha attraversato la Capitale per dire no alle linee guida del governo Renzi sulla scuola. In testa un grosso striscione con su scritto “12 marzo una generazione che non si arrende”. I manifestanti hanno acceso fumogeni colorati e urlato al megafono: «Questo è l’ennesimo attacco alla scuola pubblica. Torniamo in piazza per riappropriarci dei nostri diritti. La Grecia è un esempio da seguire per la lotta contro l’austerity. Siamo un fiume in piena e non ci fermeranno».

Milano e Torino

Anche Milano, con una mobilitazione in piazza Cairoli, e Torino si mobilitano. Alcune centinaia di studenti hanno sfilato per le vie del centro del capoluogo piemontese: ad aprire il corteo uno striscione con la scritta “Stop buona scuola, un passo indietro”. Partiti da piazza Arbarello, gli studenti hanno scandito slogan contro Renzi e il ministro dell’Istruzione Giannini diretti verso la sede del Miur, in corso Vittorio Emanuele.