Storace: «Sapete chi minaccia di querelarmi? Il marito della Madia»

«Il marito del ministro Madia, Mario Gianani, ci ha fatto recapitare una richiesta di “mediazione” per diffamazione, l’anticamera della querela, per quasi 900mila euro per aver segnalato l’inopportunità del finanziamento dei diversi film prodotti dalla società Wildside – di cui è socio l’esimio congiunto di governo – da parte della Regione Lazio». L’annuncio è arrivato da Francesco Storace, vicepresidente del Consiglio regionale del Lazio e segretario nazionale de La Destra.

Storace: dal marito del ministro uno schiaffo alla libertà di stampa?

«Il marito di un ministro – ha proseguito Storace – non si accontenta di aver ottenuto soldi pubblici, cosa che fa arrabbiare tanta gente. Ha querelato anche Gianmarco Chiocci, direttore de Il Tempo, per aver raccontato l’incredibile Madia’s story. Chissà se la stessa sorte toccherà al vicepresidente del Senato, Maurizio Gasparri, anche lui presentatore di un’interrogazione al governo di cui la Madia è ministro in carica. Non sono stati querelati invece i grillini della Pisana, che un anno prima avevano denunciato in un’altra interrogazione la prima tranche di film della Wildside finanziati di tasca nostra. E la mia difesa chiederà conto a Zingaretti dei motivi per i quali la Regione non ha mai risposto a quella interrogazione del 2014 che toccava un’esponente di punta del suo partito. Con me il governatore ha negato favoritismi – ha aggiunto Storace su Il Giornale d’Italia dove si ricostruisce tutta la vicenda – millantando l’adozione di criteri più rigorosi e selettivi della Polverini nella legge sul cinema. Ma l’assessore in carica alla cultura, Lidia Ravera, aveva parlato invece di allargamento e facilitazioni per l’accesso ai finanziamenti regionali, dicendo in aula, in risposta alla mia interrogazione: “Se dipendesse da me, ma non dipende da me, finanzierei soltanto la sperimentazione, finanzierei i giovani, i giovanissimi, quelli che non riescono ad avere una prima occasione, una prima chance per farsi vedere. Io penso che il danaro pubblico debba andare nella direzione di chi ne ha bisogno e che non debba mai essere una regalia di nessun tipo, laddove si stia dentro il mercato, ed è nel mercato che bisogna rischiare e scommettere senza chiedere danaro pubblico”. Chissà – ha concluso Storace – se la Wildside ha querelato pure lei».