Stamina, Vannoni patteggia 22 mesi: «Sconfitta la scienza, sono innocente»

Il gup Potito Giorgio ha accolto la richiesta di patteggiamento di Davide Vannoni nel caso Stamina. La pena concordata è di un anno e dieci mesi. La lettura del dispositivo che riguarda altri dodici imputati oltre a Vannoni, è arrivata dopo una breve udienza durante la quale i legali di alcuni degli imputati che hanno chiesto il patteggiamento hanno rifatto i calcoli delle pene proposte, ritoccandole per questioni di carattere tecnico, e dopo un’altrettanto breve camera di consiglio.
L’udienza preliminare per la vicenda Stamina si è conclusa con altri sei patteggiamenti a pene comprese tra un anno e un anno e nove mesi di carcere – la pena per Marino Andolina, medico triestino e braccio destro di Vannoni che non era in aula – due condanne pronunciate con rito abbreviato e quattro rinvii a giudizio.
Esulta il pm Raffaele Guariniello: «Dopo anni di indagini e discussioni questa sentenza indica che la giustizia ce l’ha fatta. E grazie alla giustizia ha vinto anche la scienza». Ma lo gelano gli avvocati di Vannoni: «la giustizia ha fatto il suo corso. Ma a uscirne sconfitta è proprio la scienza. E sarà la scienza a dare conto della validità di Stamina – assicurano Liborio Cataliotti e Pasquale Scrivo – In cuor suo – hanno aggiunto – Vannoni si sente innocente. E resta convinto della validità del metodo».

Al medico di Stamina, Andolina, pena di 21 mesi

Il suo braccio destro Mario Andolina, inizialmente non voleva accettare di ripudiare il metodo ma, poi, ha ripetutamente scritto a Guariniello chiedendo che venisse accettata la sua richiesta di patteggiamento e nell’ultimo messaggio fatto giungere a Torino in occasione della ripresa del processo, il medico triestino è stato esplicito: «l’esperienza Stamina è ormai morta».
Vannoni aveva ripetutamente espresso la sua posizione anche il 18 febbraio scorso quando aveva risposto indirettamente alla Commissione Sanità che aveva presentato la
conclusioni dell’indagine conoscitiva avviata un anno fa sulla vicenda Stamina. «La richiesta di patteggiamento non è assolutamente un’ammissione di colpevolezza. Ai malati dico solo:
avevate chiesto chiarezza e il ministero non ha voluto darla. Se dei centri esteri vorranno portare avanti il metodo potranno comunque farlo». E il suo futuro? «Penso – diceva Vannoni – di tornare a fare il mio lavoro di professore universitario, considerando che la battaglia italiana per Stamina è stata una sconfitta per l’Italia e per i malati».