Socialisti e gollisti d’accordo. E la Francia dice “sì” all’eutanasia

Eutanasia principio trasversale  in Francia L’Assemblée Nationale francese (l’equivalente della nostra Camera dei deputati), con 436 voti a favore e solo 34 contrari, ha dato il via libera alla proposta di legge sul fine vita, che prevede una «sedazione profonda e continua» per i pazienti in fase terminale.

Passa a grande maggioranza la proposta Claeys-Leonetti

La proposta di legge, presentata dal deputato socialista Alain Claeys e da Jean Leonetti, neogollista dell’UMA, lo stesso partito dell’ex-presidente della Repubblica,Nicolas Sarkozy, integra e completa le disposizioni già previste dalla legge (la Leonetti, del 2005) rendendo vincolanti le “direttive” dettate dal paziente per rifiutare l’accanimento terapeutico, all’insegna dello slogan «dormire prima di morire per non soffrire», che è poi, in sintesi, lo spirito del nuovo progetto legislativo, secondo quanto riferito dagli stessi proponenti. Com’era prevedibile, tuttavia, non tutto è filato via liscio come pure lascerebbe intendere la schiacciante maggioranza con cui il provvedimento è stato approvato dall’assemblea. Il voto in aula è stato turbato da un breve incidente. Tra il pubblico presente, alcuni ignoti hanno gettato nelle tribune dei deputati della sinistra volantini con la scritta: «No all’eutanasia, R come resistenza», suscitando la reazione del presidente dell’Assemblea, Claude Bartolone.

Il testo sull’eutanasia integrato da nuove norme

Con il voto dell’Assemblée Nationale, quindi, anche la Francia si accoda ai Paesi che hanno adottato il principio dell’eutanasia nella propria legislazione. I numeri registrati nel corso della votazione, tuttavia, non devono trarre in inganno. In Francia, l’opposizione ai temi afferenti al cosiddetto universo dei diritti civili è molto più forte nella società che nelle istituzioni. Qui, infatti, si registra una convergenza sempre più scoperta tra gollisti e socialisti con il solo Front National di Marine Le Pen a fare da controcanto. E si deve proprio a questa forte opposizione nella società, animata dall’associazione La Manif pour tous se un anno e mezzo, ad esempio, il governo Hollande fu costretto a tenere sospeso il disegno di legge sull’introduzione delle nozze-gay.