Un sindaco leghista ad un’indiana: «Non parli italiano? Non ti do la cittadinanza»

Fino a pochi anni fa nessuno poteva immaginare che, un giorno, sarebbe toccato ad un sindaco leghista pretendere il rispetto della lingua italiana. Sembra infatti  passato un secolo da quando i primi cittadini del Carroccio imponevano il cartello “bilingue” (in realtà, traduzione nel dialetto locale del toponimo italiano) all’ingresso di ogni Comune della Padania in camicia verde. Fu così che Bergamo diventò Berghem o Lecco ribattezzato in Lecch.

Per ottenere la cittadinanza occorre giurare

Raba passata, appunto. Perché ora l’attualità fa salire agli onori della cronaca il sindaco leghista di Cairate, Luigi Mazzucchelli, che ha giustamente negato la cittadinanza italiana ad una donna indiana, Rani Pushpa di 56 anni, che ne aveva fatto richiesta. La signora assicura di aver compiuto tutti i passi necessari. Si frappone, però, un ultimo ostacolo: il giuramento, la cui formula di rito va pronunciata in lingua italiana. Idioma tuttora sconosciuta a Rani. E qui è intervenuto  Mazzucchelli per pretendere il rispetto della legge. Che, per altro, in modo molto chiaro vieta a chi non parla l’italiano di poter giurare. La donna, però, che sostiene di essere già in possesso del nullaosta (prossimo per altro alla scadenza dei sei mesi) di ministero e prefettura minaccia di adire le vie legali «in sede civile e penale» e in una lettera ha accusato il sindaco di avere adottato nei suoi confronti un comportamento «altamente discriminatorio».

Il primo cittadino: «Nessuna discriminazione»

Ma il sindaco non recede e ribadisce che durante l’incontro che ha avuto con Rani è riuscito a parlale solo grazie alla figlia della donna, che faceva da interprete. «Non c’è stata alcuna discriminazione né da parte mia né da parte del comune», ha assicurato Mazzucchelli, che ribadisce la sua volontà di non derogare alla regola: «Ho segnalato la cosa alla prefettura – ha sostenuto – e se il prefetto si assume la responsabilità di far giurare una persone che non parla italiano, io la faccio giurare. Ma la legge è un’altra». Insomma, la disfida di Cairate tra il sindaco leghista e l’indiana aspirante italiana sembra avviarsi in tribunale. Mazzucchelli non ci sta a passare per uno che vuol discriminare e in una lettera ha spiegato che «una persona non può avere solo diritti, ma anche i doveri». Impossibile dargli torto.