Scuola, via libera alla riforma. Per ora ci sono solo dieci promesse

Che sia buona o cattiva ha poca importanza: Matteo Renzi aveva fretta di licenziare il ddl sulla scuola e il consiglio dei ministri lo ha accontentato. Così il premier, con il caro e collaudato metodo delle slides, ha potuto illustrare la sua riforma in dieci punti, intimando alle Camere di fare in fretta ad approvarla. Cosa c’è al centro della buona scuola? Lo studente e i suoi sogni.

100mila docenti assunti e la carta del prof

Il ddl dà il via libera a un Piano straordinario di assunzioni per il 2015/2016 per coprire le cattedre vacanti e creare l’organico dell’autonomia. Oltre 100mila insegnanti vengono stabilizzati dall’1 settembre 2015. Dopo si torna ad assumere solo per concorso. “Il preside – dice Renzi – sceglierà gli insegnanti dentro un albo, là dove c’è spazio che si libera. Il preside sceglie dentro l’albo dei docenti e individua la persona più adatta senza automatismi”. Ha quindi annunciato che  “per la carta del prof abbiamo deciso 500 euro per le spese culturali, ogni anno un professore potrà spendere 500 euro solo per spese di natura culturale, un libro per approfondire o andare a teatro”.

I poteri dei presidi

“Abbiamo scelto di mantenere gli scatti di anzianità per i professori, ma con una cifra aggiuntiva sul merito. Le modalità su cui ciascuna scuola premierà saranno decise dal preside”, ha aggiunto Renzi, sottolineando che sono stati messi in campo 200 milioni dal 2016. Inoltre le scuole metteranno on line i curriculum dei professori e i bilanci delle scuole.

Il 5 per mille e lo school bonus

Il 5 per mille potrà essere destinato anche alle scuole e con lo school bonus chi farà donazioni a favore delle scuole per la costruzione di nuovi edifici, la manutenzione, per la promozione di progetti dedicati all’occupabilità degli studenti avrà un beneficio fiscale (credito di imposta al 65%) in sede di dichiarazione dei redditi.

Inglese dalla scuola primaria e torna l’arte

Nella riforma della scuola è infine rafforzato l’insegnamento di “musica, arte, lingue, educazione motoria”. Dalla primaria ci sarà “attenzione” alla “assoluta professionalità di chi insegna l’inglese, per dare insegnamenti non appiccicaticci – per cui si fa fare un corsettino alla maestra – ma si richiede un inglese assolutamente perfetto”. E ha concluso con una battuta: “Il ministro dell’istruzione è prof d’inglese e il presidente del Consiglio ne avrebbe molto bisogno…”.